Bordo Ring

Blandamura si manifesto

Il 3 dicembre a Roma

 

Articolo di Stefano Buttafuoco

Se ne parla poco, anzi pochissimo eppure il 3 Dicembre andrà in scena un evento sportivo decisamente inedito per il pugilato italiano.

Emanuele Blandamura (25-2-0) e Matteo Signani (23-4-3), si affronteranno per il vacante titolo europeo di una delle categorie di peso più prestigiose e cioè quella dei pesi medi.

Il match si svolgerà al Palazzetto dello Sport di Colleferro e l’organizzazione sarà a cura di Opi since 82, la nuova società capitanata da Salvatore Cherchi.

Per trovare una sfida simile dobbiamo tornare indietro fino al lontano 1993, quando Agostino Cardamone sconfisse per ko un altro italiano e cioè Francesco Dell’Aquila.

I due attuali contendenti hanno più di una cosa in comune.

Innanzitutto l’età se è vero che entrambi sono nati nel 1979 (Blandamura ha solo qualche mese in più rispetto al suo avversario).

Tutti e due hanno raggiunto come risultato più significativo la conquista del Titolo dell’Unione Europea, ed entrambi nel 2014.

Blandamura si impose ai punti in Germania per split decision sull’austriaco Marcos Nader (18-1-1).

Signani lo conquistò qualche mese dopo vincendo sempre ai punti contro il francese di origine libanese Ahmed Rifaie (13-4-2).

Ricorsi storici particolarmente apprezzati dagli amanti delle statistiche.
Nella sostanza si tratterà di un gran bel match, tra due atleti che si giocheranno con ogni probabilità la loro ultima opportunità di lasciare un segno importante nella storia del pugilato professionistico italiano.

Signani sul ring braccio

Matteo Signani - pugile romagnolo allenato dal maestro Morelli alla Ring Side di Rimini  - è stato Campione Italiano (nel 2011) e Campione Wba Intercontinentale (nel 2015).
Le sue poche sconfitte risalgono soprattutto alla prima parte della sua carriera, l’ultima risale al 2012, contro Simone Rotolo, per Kot.
Nel suo ottimo curriculum sportivo anche una significativa vittoria contro l’ex Campione del Mondo Giovanni De Carolis, che nel 2019 combatteva da peso medio.
Si guadagna da vivere facendo la guardia costiera a Rimini, un lavoro che come dice lui stesso lo occupa sei ore al giorno e che gli da la possibilità di allenarsi  abbastanza vicino  alla sua abitazione  in Savignano sul Rubicone  .

Emanuele Blandamura è stato Campione Internazionale Silver Wbc nel 2012 battendo Luca Tassi, ma soprattutto è già stato ben due volte sfidante al Titolo Europeo.
Nella prima occasione perse per mano dell’inglese Billy Joe Saunsers (attuale imbattuto campione mondiale Wbo), nella seconda fu sconfitto dal francese Michel Soro (26-1-1).

Lo abbiamo incontrato alla “Pro Fighting”, la palestra della Casilina dove si sta allenando sotto la guida del maestro Eugenio Agnuzzi:

Emanuele, in quale dei tuoi due tentativi sei stato più vicino al conquista del titolo europeo ?
“Penso contro Michel Soro nel senso che quando il match è stato interrotto stavo avanti nei cartellini dei tre giudici. Ci tengo però a sottolineare che il francese è in assoluto il pugile più forte che abbia mai affrontato. Se ancora non è campione del mondo è solo perché tutti tendono ad evitarlo. Lui è molto bravo ad aspettare, a farti attaccare ed a ripartire con una esplosività incredibile. Quella sera a Milano, sul ring del teatro Principe, me ne accorsi subito e persi proprio perché cercai di chiudere il match troppo in fretta, timoroso della sua forza. Sbagliai tattica e non fui lucido nella lettura del match”

Contro Saunders invece come andò ?
“Persi anche in quel caso per Kot. Il match fu interrotto in una delle mie riprese migliori. Lui era in vantaggio ma mi sentivo bene e stavo recuperando dopo aver preso le giuste contromisure. Purtroppo arrivò il colpo della domenica che mise fine al combattimento. Billy Joe è un ottimo pugile intendiamoci, ma credo che la sua carriera sia anche stata ben costruito da chi lo segue a livello organizzativo”

Cosa pensi del tuo prossimo avversario ?
“Matteo lo conosco bene, è un ottimo ragazzo. Sono contento di battermi contro un italiano, è un segnale importante per tutto il movimento. Ci siamo affrontati una sola volta, nelle semifinali degli Assoluti del 2001. Vinse lui 10 a 7, ancora mi ricordo, ma penso di essere cresciuto molto più di lui da quel giorno (ndr: ride scherzando)”

Blandamura in ginocchio

Quali sono le principali differenze tra di voi ?
“Io penso di essere più tecnico e più mobile sulle gambe. Lui è un picchiatore, si prende il centro del ring e ti viene a cercare con colpi potenti al troco ed alla figura. Da questo punto di vista, proprio in considerazione di queste diversità, credo possa uscire un match decisamente spettacolare”

Chi vincerà ?
“Non lo so, so solo che sono molto concentrato sull’incontro. Per me non conta come si sta preparando il mio avversario, quale sarà la sua tattica. Io penso solo a presentarmi al meglio della condizione e di raggiungere l’obiettivo. E’ la mia ultima possibilità per non deludere la promessa che ho fatto a mio nonno, scomparso due  anni fa”

E’ proprio con i tuoi nonni che sei cresciuto vero ?
“Si, io sono nato a Udine ma sono romano di adozione. Sono cresciuto con i miei nonni paterni (Felice ed Isabella) che mi hanno fatto da genitore, nel quartiere Montesacro. Mio padre l’ho sempre visto pochi giorni l’anno e mia madre l’ho conosciuta solo nel 2007. Ero passato da poco professionista, vivevo un momento particolare della mia vita in cui cercavo di ricostruirmi come uomo dopo anni difficili e cupi e decisi di cercarla. A volte si preferisce mettere la testa sotto l’acqua e non affrontare la realtà. Io in quella circostanza ho voluto prendere di petto il problema ed oggi sono orgoglioso di averlo fatto”

Qual’è stata la cosa più importante che ti ha dato la boxe ?
“Sono cresciuto in periferia, in un ambiente in cui era facile perdersi. Ho messo il piede per la prima volta in una palestra di pugilato quando avevo 16 anni ma solo dopo qualche anno ho capito i valori che ti trasmette questa disciplina sportiva: la dedizione, l’importanza del sacrificio, il rispetto per l’avversario. Questo è quello che mi ha dato la boxe, di certo ne soldi ne notorietà dal momento che qui in Italia si parla solo di calcio”

Ti fai chiamare “Siuox”. Da dove nasce questo tuo soprannome ?
“Ho conosciuto la storia degli indiani d’America  leggendo alcuni libri. Sono rimasto affascinato  dall’amore con il quale si approcciano alla vita ed alla natura. Si tratta di un popolo orgoglioso che ha sofferto la guerra e tante vicissitudini ma che ha sempre voluto vivere una vita in perfetta simbiosi con l’ambiente che lo circonda. Da questo punto di vista sento di avere molte analogie con loro”

Torniamo alla sfida contro Signani. Dove stai svolgendo la preparazione ?
“Presso la Pro Fighting di Roma, con il maestro Eugenio Agnuzzi. Lui è stato per molti anni il mio allenatore. Poi ad un certo punto della mia carriera ho provato a cambiare senza grandi risultati e questo è il motivo per cui ho deciso di tornare nella sua palestra, in quella che considero la mia seconda casa. Eugenio è una persona speciale, un uomo che ti sa stare vicino in ogni momento, sia dentro che fuori in ring. Sbagliai a lasciarlo ma nella vita a volte gli errori servono più delle vittorie”

Dopo la sconfitta Giovanni Di Decarolis il pugilato italiano cerca nuovi personaggi che possano fungere da traino all’intero movimento…
“Mi è dispiaciuto molto per De Carolis. Con lui mi sono allenato insieme e l’ho anche aiutato nella preparazione. Purtroppo quando si raggiungono certi livelli ogni match diventa un’impresa, ma sono sicuro che avrà altre chance. In Italia il professionismo è stato per anni snobbato dalla Federazione a vantaggio dei dilettanti. Oggi le cose stanno cambiando e ci sono molti atleti italiani che stanno nei primi posti delle classifiche mondiali delle varie sigle. Se dovessi fare una scommessa su un giovane che ancora pochi conoscono punterei su Michael Magnesi. E’ un ragazzo di ventuno anni, un talento vero che presto farà parlare di se. Sono sicuro che se ben indirizzato si toglierà delle soddisfazioni importanti, ma non è l’unico. Il fatto che due italiani siano stati nominati dell’Ebu per contendersi un titolo importante come quello europeo dei pesi medi vorrà pure significare qualcosa”

La riunione del 3 Dicembre sarà impreziosita da un eccellente sottoclou che vedrà impegnati tra gli altri tre ottimi Supermedi (il pluricampione italiano Andrea Di Luisa, l’ex sfidante al titolo italiano Alessandro Sinacore e Michael Azzarà) ed il promettente peso leggero Michael Magnesi.

Stefano Buttafuoco