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Sfida al vertice dei superpiuma a Las Vegas

 

Di Matteo Biancareddu

 

Dopo il discusso successo di Andre Ward su Sergey Kovalev, consumatosi sabato scorso, la grande boxe si ferma a Las Vegas per l’importante confronto tra l’ucraino Vasyl Lomachenko (6-1-0, 4 KO) e il giamaicano Nicholas Walters (26-0-1, 21 KO), in programma questo sabato. Sarà in palio il titolo WBO dei superpiuma, che Lomachenko detiene dallo scorso mese di giugno, quando ha travolto il portoricano Roman Martinez con una sensazionale prova di forza. L’ucraino, due volte campione olimpico e mondiale nei dilettanti, è già diventato una stella della boxe professionistica, sebbene combatta a torso nudo da appena tre anni. In un lasso di tempo così circoscritto, è riuscito a laurearsi campione di sigla in due categorie (piuma e superpiuma), perdendo un solo incontro su sette disputati. Ha già incontrato e battuto pugili di rango elevato, come il già citato Martinez; ma è opinione comune, oltre che nostra, che il suo prossimo rivale sia superiore a tutti i suoi predecessori. Nicholas Walters è infatti imbattuto in ventisette match, e ha qualità che lo rendono particolarmente temibile.

PREDESTINATO Il ventottenne Lomachenko è stato per molti anni uno dei crucci maggiori di chiunque ami la boxe vera, quella combattuta a torso nudo e sui dodici round. Era infatti frustrante che un fuoriclasse come lui, già consacrato campione olimpico e mondiale, continuasse a vivacchiare nel limbo dei dilettanti invece di dare spettacolo tra i professionisti. Per rendere la misura dell’incontrastato dominio esercitato da “Loma” nei tornei dell’AIBA, è sufficiente dire che ha chiuso la carriera amatoriale con l’incredibile bottino di 396 vittorie a fronte di una sola sconfitta, rimediata in finale ai mondiali del 2007 e poi vendicata due volte. Un tale fuoriclasse non poteva restare dilettante fino alla chiusura della carriera agonistica, come vorrebbe il retaggio culturale e politico dei Paesi ex sovietici. Fortunatamente, il vecchio Bob Arum, che per primo ha visto nei pugili dell’Est il futuro della boxe mondiale, è riuscito ad ammaliare Lomachenko con argomenti abbastanza convincenti da indurlo a trasferirsi negli States, in California, per diventare una star anche tra i professionisti. Data l’età già matura del pugile ucraino, l’intenzione di Arum era bruciare le tappe e portarlo subito al vertice: organizzò quindi una sfida mondiale per il suo secondo match da professionista, confidando che Lomachenko avrebbe battuto il primato del thailandese Saensak Muangsurin. Invece, il messicano Orlando Salido, vecchio bucaniere dei ring d’Oltreoceano, gli rovinò la festa battendolo ai punti e dandogli così il benvenuto nella boxe che conta. Quella sconfitta non è stata che un episodio contrario nell’ascesa verticale del fenomeno ucraino: sono seguite cinque vittorie in due anni, nobilitate da due titoli vinti in altrettante categorie.

OUTSIDER La comparsa di Walters sulla scena mondiale è stata molto diversa da quella di Lomachenko. Se l’ucraino è stato lungamente atteso e infine accolto alla stregua di un messia, il giamaicano si è imposto all’attenzione generale solo battendo a sorpresa Nonito Donaire, allora reduce dalla scottante sconfitta con Guillermo Rigondeaux e smanioso di riscattarsi. Con il KO su Donaire, Walters salì dal rango di outsider a quello di leader dei piuma, affermandosi come uno dei pugili più pericolosi e temuti nella categoria. Presto, però, gli risultò impossibile fare il peso e dovette rinunciare al titolo WBA per salire nei superpiuma, dove ha riportato un avaro pareggio con il portoricano Jason Sosa. Era il 19 dicembre 2015, quasi un anno fa: da allora, Nicholas Walters non ha più combattuto.

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Al peso  Lomachenko  58,967 kg I il limite della categoria ) Walters 58.793 kg

TECNICO E PICCHIATORE Il match tra Lomachenko e Walters ha avuto una gestazione lunga e travagliata: all’inizio, il giamaicano chiese una borsa astronomica, che sembrava un modo come un altro per declinare gentilmente l’offerta. Poi, le pretese di Walters si sono ridimensionate abbastanza da rendere possibile la sfida, che si annuncia come una tra le più interessanti dell’anno. Lomachenko è un mancino di altissimo livello tecnico: il suo gioco di gambe è per distacco il migliore al mondo, come anche il tempismo e la velocità nel dentro-fuori. Sa aggredire e boxare di rimessa con la stessa efficacia; ha dei riflessi felini e una tecnica difensiva eccellente. Le sue combinazioni a due mani sono le migliori che si possa ammirare oggigiorno, soprattutto per la frequenza con cui doppia i colpi e per l’abilità nell’uscita con rientro. La boxe di Lomachenko è poesia in movimento: ricorda, per dinamismo e armonia, quella degli anni Settanta e Ottanta. Tecnicamente, oggi, non esiste pugile migliore di lui. Certamente non lo è Walters, che dispone di un ottimo jab e di un destro efficace, oltre che di una solida difesa, ma la cui tecnica risulta piuttosto elementare, specie negli spostamenti. Walters è infatti uno che boxa frontalmente, in asse verticale: per questa ragione, riteniamo possa avere buon gioco con chiunque gli stia davanti, mentre lo immaginiamo in seria difficoltà con chi, come Lomachenko, faccia delle uscite laterali e dei cambi d’asse il caposaldo della propria boxe. L’ucraino parte favorito non solo in quanto superiore, ma anche per il favorevole incastro delle sue caratteristiche tecniche con quelle dell’avversario. A Walters, tuttavia, resta l’arma del pugno pesante, la cui efficacia dipenderà non solo dalla difesa di Lomachenko, ma anche dalla sua mascella, non ancora testata a dovere. In ogni caso, l’ucraino parte favorito in un match che merita comunque la massima attenzione.

Photo: Mary Ann Owen/Top Rank