Bordo Ring

 Lomachenko blast walters

L’ucraino impartisce un’altra lezione di boxe

 


di Matteo Biancareddu

 

 

Non esistono aggettivi abbastanza esaustivi per designare la bellezza della boxe di Vasyl Lomachenko (7-1-0, 5 KO), uscito vincitore ieri sera – alba italiana – dal confronto con Nicholas Walters (26-1-1, 21 KO) sul ring di Las Vegas. Il ventottenne ucraino ha difeso il titolo WBO dei superpiuma impartendo un’autentica lezione di boxe al malcapitato giamaicano, che più d’una volta ha tradito segnali di comprensibile scoramento. Come altri prima di lui, Walters non ha capito niente di quanto gli stesse succedendo: non leggeva i movimenti del rivale né tantomeno vedeva partire i suoi colpi, le cui angolazioni gli erano del tutto sconosciute. Solo l’estrema cautela con cui ha combattuto gli ha risparmiato una severa punizione, che comunque riteniamo avrebbe subito nei round successivi a quello in cui si è ritirato. Walters si è chiamato fuori al termine del settimo, dopo che un paio di sinistri l’avevano letteralmente mandato a spasso per il ring. Il risultato di ieri conferma Lomachenko al vertice dei superpiuma, sebbene la categoria non abbia un padrone conclamato; soprattutto, l’ucraino rafforza la candidatura a nuova “superstar” della boxe mondiale, dopo l’uscita di scena – non ancora definitiva, ma certamente imminente – dei mostri sacri Mayweather e Pacquiao.

Lomachenko ha dominato l’incontro per tutta la sua durata. Nei primi due round, ha rispettato il rivale e si è riservato di studiarlo, anche perché Walters, con la sua condotta prudente e sorniona, poteva dare l’impressione di avere in serbo una qualche sorpresa. Dal terzo round in avanti, però, l’atteggiamento del giamaicano si rivelava per ciò che effettivamente era, cioè un bluff: Walters era del tutto sprovvisto di risposte davanti alle azioni deliziose e sempre più decise dell’ucraino, che non impiegava altro tempo per capire di poter affondare i colpi. Da buon mancino, Lomachenko scivolava sulla destra facendosi precedere da uno o due jab, per poi entrare con il sinistro e uscire ancora sulla destra, fin quasi a trovarsi alle spalle dell’avversario. Le uscite laterali dopo gli attacchi e i continui cambi d’asse disorientavano Walters, la cui boxe da incontrista non era di per sé disprezzabile, ma neanche abbastanza efficace per arginare le spumeggianti avanzate del fenomeno ucraino. Il giamaicano provava a fermare il rivale con il jab, ma finiva per farsi incrociare dal diretto sinistro di Lomachenko. Inoltre, il jab destro del due volte olimpionico era letteralmente dominante: uno stantuffo inesorabile e inesauribile.

Alla fine di ogni round, il volto di Walters era lo specchio dello sconforto. Crediamo che il giamaicano abbia ceduto nella mente ben prima che nel fisico. Lomachenko era come una tempesta nel cui vortice Walters finiva risucchiato e sballottato, senza mai riuscire a tirarsene fuori. Nel settimo round, due sinistri dell’ucraino – un montante e poi un diretto – facevano sbandare e indietreggiare l’avversario, che a stento resisteva fino al gong. Dopo la campana, però, Walters e il suo angolo facevano capire all’arbitro Tony Weeks di averne avuto abbastanza e di volersi ritirare: Lomachenko poteva quindi festeggiare. Nell’intervista post-match raccolta da Max Kellerman di HBO, Walters non accampava scusanti: “E’ un grande pugile”, diceva riferendosi all’avversario. “Molto veloce e potente: non ero mai stato colpito così forte prima di stasera”. Il pubblico non gli perdonava il frettoloso ritiro e lo copriva di fischi scroscianti, ma un fatto è certo: Walters era alla mercé del rivale e non avrebbe mai potuto sovvertire le sorti già scritte del match. In quanto a Lomachenko, crediamo che nessuno possa batterlo tra i superpiuma e i leggeri: le vere sfide, per lui, si presenterebbero con l’eventuale passaggio nei superleggeri, che il suo promoter Bob Arum ha comunque già prospettato.

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