Bordo Ring

Smith Jr ko Hopkins dic 16

 

Si chiude amaramente una grande carriera

 

Bernard Hopkins non se ne poteva andare in modo normale, ce lo si poteva aspettare. Il suo ultimo match è finito fuori dalle corde, il verdetto dice K.O.T. all'8° round anche se forse K.O. suonerebbe più giusto nei confronti di Joe Smith Jr che lo ha sbattuto fuori dalle corde e giù dal ring sul quale Hopkins non è risalito nonostante avesse da regolamento 20 secondiper farlo. Hopkins è stato un grande pugile, uno che ha fatto la storia, ma non ha mai brillato per equità di giudizio nei propri confronti e anche quesra volta se l'è presa con qualcuno, l'incolpevole arbitro che non avrebbe visto delle spinte che non ci sono mai state. I pugni di Smith invece ci sono stati e Hopkins ha fatto l'ultimo volo proprio per quelli. Troppo facile ora fare il paragone con Joe Louis che, a una età comunque molto più giovane, terminò la sua carriera in bilico sulle corde, il corpo mezzo fuori dal ring, divelto dai colpi micidiali di Rocky Marciano. Spesso si ricorda solo la fine dei match e non quanto è accaduto prima e prima era accaduto che Louis era stato anche in vantaggio prima di cedere alla potenza e soprattutto alla freschezza del suo avversario. Qui Hopkins in vantaggio non c'è mai stato se non per il vergognoso giudice californiano Pat Russell che dopo 7 riprese lo aveva davanti 67 a 66. 

Per la prima volta Hopkins è salito sul ring con il fisico non completamente cesellato come ci aveva abituato a vedere, del resto in gennaio compirà 52 anni e da oltre due non combatteva. Smith lo sovrastava ed era preparatissimo, non è un fuoriclasse ma un buon pugile sì, e sapeva che tenendo il ritmo alto la vittoria sarebbe stata sua. Certo, quante volte negli ultimi anni il carisma aveva però ipnotizzato gli avversari di Hopkins che avevano finito col fare quello che il vecchio BHOP voleva? Già al 1° round Smith aveva attaccato e Hopkins si era mosso molto sul ring per evitare i suoi assalti ma si era preso un gancio sinistro al volto sotto il quale parecchi giovani pugili si sarebbero subito afflosciati. Nel 2° round, pur faticando, Hopkins aveva limitato meglio Smith grazie anche a una furbesca testata giudicata forse a torto involontaria che aveva tagliato il sopracciglio sinistro di Smith

Hopkins aveva in ogni caso subito fino al 3° round che con un po' di condiscendenza gli si poteva assegnare, aveva certamente vinto il quarto perché aveva cominciato a mandare fuori misura Smith con piccoli spostamenti e lo aveva punito con il destro d'incontro al volto tenendolo anche a freno col jab sinistro. Smith però dal 5° round aveva pigiato nuovamente sull'acceleratore e chi ha visto come noi tanta boxe aveva subito capito che solo un vero miracolo avrebbe potuto aiutare il vecchio Bernard. Invece all'8° round messo alle corde e piegandosi fra esse Hopkins subiva tre ganci sinistri l'ultimo dei quali era il responsabile del suo volo, nessuna spinta.

Certo Hopkins, che lamenta un infortunio a una caviglia subito nell'ultima concitata fase, ha cercato la sceneggiata ricordandosi di quanto accaduto nel primo match con Chad Dawson. Ma lì aveva ragione perché Dawson lo aveva letteralmente sollevato e buttato fuori dal ring, qui aveva torto. Secondo noi lo sapeva, come sapeva che il match era ormai perduto. La verità era scritta sui pantaloncini di Joe Smith doveva era la scritta "Future". Davvero ingiusti i fischi subiti da Smith alla proclamazione ufficiale del vincitore ma anche lui crediamo li possa capire viste le circostanze. Bernard Hopkins, e lo ha comunque confermato dopo il match, è il passato. Un grande passato, comunque la si voglia vedere.