In questo numero: Motivazioni cercasi-Lo strano caso di Hakim Kebakia- “Mi batto sul ring come nella “ firmato Anne Mathis- Cronache da tutto il mondo- Dedicato a tutti quelli che hanno una certa età-
I 38mi Campionati Europei Elite , indetti dall’European Boxing Confederation ed organizzati dalla Federazione Pugilistica Russa , sono stati un banco di prova difficile per l’Italia che ha concluso la sua avventura con un bronzo . Nonostante l’impegno, nei 51 Kg. Vincenzo Picardi, purtroppo, non è riuscito a superare l’atleta di casa Misha Aloyan , bronzo ai Mondiali di Milano 2009 , che ha vinto per 7 a 2 . Si è dovuto nuovamente accontentare della medaglia di bronzo . Dopo una prima ripresa in cui Aloyan ha avuto la meglio chiudendo con il punteggio di 2 a 1 , nella seconda Picardi ha tentato la rimonta portandosi sul 2 a 2 . Nella terza il russo ha accelerato il ritmo portando dalla sua il risultato. Eterna promessa che non sboccia mai completamente , nei 54 kg, Vittorio Jahin Parrinello dopo aver superato l’ostico azero Ilkin Agayev per 6 a 2 non e’ riuscito a superare l'inglese Gamal Yafai , classe 88 , che e’ passato ai quarti di finale con il punteggio di 5 a 3 . Per Alessio Di Savino kg. 57 nel primo incontro seppur vincendo non convince , si è imposto per preferenza sul punteggio di 3 a 3 contro il croato Mirsad Ahmeti . Alessio non e’ riuscito a volare in semifinale perche’ sconfitto dal bielorusso Siarhei Kunitsyn per 6 a 3 . Nonostante il grande impegno , ha ceduto alla fine contro un avversario ostico e agguerrito . Nelle prime due riprese e’ andato bene . Nella terza , sul punteggio di 3 a 3 , a meno di trenta secondi dalla fine dell’incontro , è andato sotto di un punto e non e’ piu’ riuscito a contrastare il bielorusso che si e’ portato in vantaggio . Gli e’ mancato il colpo d’occhio e questo ci dispiace molto . Avrebbe potuto vincere se solo ci avesse creduto di piu’ . Purtroppo ha mollato la presa proprio all'ultimo . Le note dolenti arrivano , invece , da Domenico Valentino kg. 60. Il campione mondiale quest'anno non riesce a ritrovare il suo pugilato e ha mostrato a piu’ riprese di non essere in grado di sopportare a livello mentale la pressione del titolo conquistato a Milano . E’ stato l'inglese Thomas Stalker imponendosi per 4-1 ed eliminarlo dagli Europei ed a confermare quanto da noi affermato . Nei 64 Kg. di Vincenzo Mangiacapre , classe 89 , al suo debutto in una competizione internazionale così importante dopo essere entrato in extremis in squadra per i problemi fisici di Cenciarelli. L'azzurro di ha vinto per 6 a 1 contro il polacco Michal Syrowatka , nei quarti il giovane boxeur marcianisano ha dovuto cedere per 9 a 4 all’esperto ungherese Gyula Kate , del 1982 , due volte medaglia d’argento ai Campionati dell’Unione Europea e argento ai Campionati Europei a Liverpool nel 2008 . Alla sua prima esperienza in Nazionale , Mangiacapre ha comunque ottenuto un buon risultato . Negli 81kg Simone Fiori sfiora il successo contro l’espertissino inglese Kenneth Egan , si arrende con un onorevolissimo 3 a 2 dimostrando di essere un ottimo ricambio . Gli ultimi due anni sono stati faticosi e con ritmi incessanti. Prima le Olimpiadi e poi i Mondiali , senza una pausa , senza contare le preoccupazioni dell’ultimo periodo . La scomparsa del preparatore tecnico della squadra Ennio Barigelli , l’incidente di Davide Cenciarelli e l’infortunio di Russo di sicuro hanno avuto un peso importante nel cammino degli azzurri che sono riusciti comunque ad affrontare un Campionato Europeo . Ripartiranno con gli allenamenti il 20 agosto e questa volta daranno piu’ spazio ai giovani , con i quali lavoreranno di piu’ . Al ritorno saranno impegnati nel tradizionale appuntamento con le Nazionali Azzurre Italia Boxing Tour a Stintino , in programma dal 16 al 20 giugno , a cui parteciperanno gli azzurri che sono stati a riposo, e con il IV Torneo Nazionale Guanto d'Oro d'Italia a Gallipoli . A settembre saranno impegnati nel Dual Match con la Nazionale Americana in programma per l’8 settembre a Roma e per l’11 settembre ad Assisi . Un grande evento che li proiettera’ verso il 2011 , l’anno dei Mondiali in Korea . Francesco Damiani non si nasconde ed afferma che sono stati sotto le attese , soprattutto hanno deluso le punte , Cammarelle e Valentino , mentre i piu’ giovani , da Fiori a Mangiacapre , hanno dimostrato di poter costituire ricambi di qualita’. Parlera’ con i medagliati di Pechino per cercare di capire come impostare la programmazione futura, non e’ stato un problema fisico , perche’ stavano bene , quanto piuttosto le motivazioni .
Nell'ambiente pugilistico bolognese e’ riconosciuto come un talento da tenere d'occhio . Eppure Hakim Chebakia 22 anni , originario del Marocco , ma residente a Bologna dal 1995 - si trova oggi escluso dalle piu’ importanti competizioni . Non ha infatti ancora lo status di cittadino italiano . Che sta aspettando gia’ da cinque anni . E' risaputo come la boxe abbia in se’ un'etica , una linea di condotta che educa lo spirito prima ancora del corpo : un buon pugile lavora duro , sa accettare una sconfitta , non umilia mai l'avversario e affronta a testa alta le avversita’ . Ma ci sono cose che neanche i jab e i ganci di un boxeur possono scalfire . Una , ad esempio , e’ la burocrazia italiana . E' quanto sta scoprendo Hakim Chebakia , ventiduenne originario del Marocco , promessa della boxe dilettantistica bolognese in quota alla storica palestra Tranvieri . “ Sono venuto in Italia nel '95 , all'età di sei anni - racconta - e cinque anni fa ho iniziato a praticare la boxe ' . Hakim - che parla con un perfetto accento bolognese - ha la faccia pulita di un adolescente e il fisico nervoso del peso gallo . Abita in un monolocale dalle parti della Bolognina , che divide con il fratello Momo , anche lui pugile dilettante Il suo record parla di ventidue match disputati in meno di quattro anni , con diciassette vittorie ( di cui sei per Ko ) e tre sconfitte . ' Sono state esperienze che mi sono servite moltissimo - continua – perche’ il bello della boxe e’ che ti permette sempre di imparare dagli errori ' . Quindici anni fa e’ arrivato sotto le Due torri insieme alla famiglia per potersi riunire con il padre . Da allora e’ sempre rimasto qui : dopo aver preso il diploma in un istituto alberghiero , ha lavorato come cameriere e come aiuto nelle cucine di un ristorante . La passione per la ristorazione gli e’ rimasta dentro , e oggi con il suo amico italo-tedesco Sven ha appena ottenuto il permesso per aprire un locale nel quartiere della Bolognina . Hakim si sente molto legato a Bologna: qui ha i suoi affetti , le sue amicizie , qui ha iniziato a farsi un nome nell'ambiente sportivo . ' Mi trovo bene in Italia , molti dei miei amici sono italiani . Non tutto pero’ è andato come avrei voluto . Come tanti altri , la mia famiglia e’ venuta qui perché sperava di trovare un futuro migliore . Questo in parte si e’ verificato , perché in effetti noi ci siamo ambientati molto bene . Nella mia famiglia lavorano tutti, e tutti pagano le tasse ' . ' Ma - ripete - per poter avere un futuro dignitoso , per avere le stesse possibilita’ di tutti , anche il paese ospite a un certo punto deve decidersi a trattarti come un cittadino. E io ormai inizio a perdere le speranze che questo accada , visto che sto aspettando di avere la cittadinanza da cinque anni , ma per una serie di intoppi burocratici non l'ho ancora ottenuta e vado avanti con i permessi di soggiorno . In alcune occasioni sembrava che la situazione dovesse sbloccarsi , ma ogni volta è venuto fuori un cavillo , un requisito che io non avevo e che faceva ripartire tutta la pratica daccapo ' . Lo status di cittadino italiano e’ essenziale anche per emergere nell'attività agonistica , come Hakim sta scoprendo a sue spese : ' Non posso partecipare ai tornei più importanti , come i campionati italiani e la coppa Italia . Ho anche perso delle buone occasioni . Un giorno Valerio Nati ( ex responsabile della nazionale Italiana Juniores ) e’ venuto ad assistere a un nostro allentamento . Alla fine mi ha fatto i complimenti , mi ha detto che avevo del talento . Il problema e’ che la Federazione Pugilistica non può far nulla per risolvere i tuoi problemi burocratici Oggi Hakim sta recuperando da un infortunio che lo ha costretto a una pausa forzata dal ring : la frattura di una mano , avvenuta a Roseto degli Abruzzi mentre disputava per il secondo anno consecutivo il ' Guanto d'oro ' . ' La boxe e’ uno sport che non ti lascia molto tempo per esprimere il tuo talento , cosi’ se sei escluso dalle maggiori manifestazioni diventa sempre piu’ difficile poter emergere . E' anche per questo che spero di poter passare nel professionismo prima o poi . Nella boxe professionistica tutti questi limiti legati alla nazionalita’ non ci sono ' . Ma al di la dei problemi , dell'infortunio e del tempo speso per l'apertura del locale , Hakim non ha certo dimenticato le sue ambizioni . ' Spero di poter tornare presto sul ring .
Si è conclusa la quinta edizione dei Campionati Nazionali Universitari di Pugilato che si è svolta all’interno della sessantaquattresima edizione della manifestazione dedicata agli atleti-studenti dei Centri Sportivi Universitari Italiani. Sul quadrato del Palazzetto Comunale di Isernia, ed organizzato dal CUS Molise, nei tre giorni di gara si sono confrontati ben 56 studenti provenienti da tutta Italia. 42 gli atleti maschi iscritti. Nei 54 Kg. Riccardo D’Andrea della Team Morello Boxe ha battuto per 8 a 3 Gianluca Dichiara, dell’A.P. Ugo Schiano Pistoia . Nei 57 Kg. si è laureato Mattia Galliani, della UPA Pittori superando per 12 a 7 il milanese Emanuele Panunzi, vicecampione universitario nel 2009, dell’Unione Sportiva Lombarda . Nei 60 Kg. il vicecampione italiano del 2009 Vincenzo Finiello, della Pugilistica Franco Valente è diventato campione battendo per 7 a 2 il romano Nicolò D’Amico, della Team Boxe Roma XI . Nei 64 Kg. Il milanese Nicola Luca Tatulli, della SGM Forza e Coraggio, che ha vinto per 7 a 6 contro il toscano Osvaldo Mastromatteo, della Palazzaccio-Boxe Cecina . Nei 69 Kg. ancora il CUS Milano protagonista grazie a Giulio Zito, dell’A.P. Ursus, che ha messo al collo la medaglia d’oro battendo per 4 a 3 l’agente della Fiamme Oro Alessandro Marziali. Nei 75 Kg. terza vittoria per il CUS Milano con Carlo Grillo, dell’A.P. Ursus, che ha superato per 3 a 1 Roberto Bassi, dell’Ascoli Boxe (CUS Camerino). Negli 81 Kg. la seconda vittoria del CUS Ancona con il vicecampione universitario del 2009 Andrea Marziali, dell’Ascoli Boxe, che per 15 a 4 si è guadagnato l’ambito titolo contro Jacopo Calori, della Boxe Moolinelli . Nei 91 Kg. alla prima ripresa Yassyme Habachi, dell’Acc. Pugilistica Andriese ha vinto per RSCI contro il campione universitario del 2009 Gabriel Grosu, della Pug. Tranvieri . Nei +91 Kg. l’azzurro delle Fiamme Oro Francesco Rossano , classe ’88, bronzo ai Campionati dell’Unione Europea del 2009 e campione italiano in carica, ha riconfermato il titolo del 2008 battendo per 20 a 1 Matteo Vecchi, della Olimpia Karate Boxe Fighter di Ancona. Per il settore femminile hanno partecipato 14 atlete nelle quattro categorie di peso, Kg. 51, 54, 60 e 69. Nei 51 Kg. è diventata campionessa universitaria Elisa Vagnini, della Boxe Team Cattolica che ha battuto per 22 a 2 la romana Lorenza Marconi, proveniente dalla società Impianti Sportivi Co.Na. Boxe. Nei 54 Kg. i guantoni rosa di Martina Pietrolungo, dell’ASD Universo hanno avuto la meglio per 10 a 7 sulla lombarda Diana Venditti, dell’AS Doria Team Onlus. Nell’ultimo incontro di boxe femminile valido per la categoria dei 69 Kg., nei 60 Kg. le atlete si sono ritirate, l’abruzzese Alessia D’Addario, della Cepagatti Boxe ha vinto contro la romana Valeria Scialdone, della Palestra Pug. Franco Valente con il punteggio di 12 a 2.
Un folto pubblico ha fatto da splendida cornice alla "Serata di pugilato" di sabato scorso, organizzata dall’Asd Pugilistica Luciano Bruno alla palestra Taralli. "Undici incontri in una sola serata combattuti da ragazzi della stessa squadra non si sono mai organizzati – ci confida il maestro Luciano Bruno - e abbiamo anche collezionato dei bei risultati" Sei vittorie, infatti, a fronte di tre sconfitte e due pareggi hanno visto primeggiare la Pugilistica Bruno contro i team di ben tre regioni (tre squadre da Bari, una da Bitonto, due da Chieti, quattro da Vasto e una da Marcianise). "E’ stata una rivelazione – continua Luciano Bruno - sia per quanto riguarda il pubblico, che sembra essersi finalmente riavvicinato al pugilato, sia per il numero di combattimenti in una serata. Pensate che per raggruppare sei incontri due anni fa abbiamo dovuto inserire tre atleti della Pugilistica Bruno e tre della Taralli insieme, l’anno scorso erano in nove e quest’anno undici. Un bel record. Abbiamo visto combattere più o meno tutte le categorie dagli School Boy, passando dai Cadetti, Juniores e Seniores". Qualche piccolo intoppo è stato denunciato nelle decisioni arbitrali ma trattandosi di sport agonistico è quasi d’obbligo. "Il vero problema di questo sport in questo ultimo periodo è che la Federazione ci mette troppi paletti per i combattimenti, abbiamo tanti esordienti che non possono partecipare a campionati Azzurrini e Interregionali proprio perché hanno partecipato a quelli Esordienti - lamenta ancora Luciano Bruno – e i ragazzi hanno bisogno di combattere per accumulare esperienza e noi siamo obbligati, sostenendo costi a volte improponibili per le associazioni, a richiamare pugili da altre regioni e organizzare tornei privati a nostre spese". Evidentemente la Federazione pone dei limiti poco benevoli per il futuro dei giovani pugili che a dire del maestro Bruno hanno bisogno di combattere più volte l’anno e spesso le gare federali a cui possono partecipare sono distanti anche un anno l’una dall’altra. Per ora auguriamo un grande futuro ai ragazzi della Pugilistica Bruno, sportivi che coltivano una passione sul ring, pugili che combattono, per amore dello sport.
Il primo passo del pugilato femminile Italiano verso le Olimpiadi di Londra 2012, ha avuto una buona partenza da Ferrara. La prima giornata ha visto lo svolgimento di quattro incontri valevoli per il Torneo Nazionale Pre-Olimpico Femminile nelle categorie 51kg – 60kg. La Manifestazione, grazie alla Provincia che per la prima volta ha concesso la prestigiosa location, all’interno del Castello Estense, ad una manifestazione sportiva, ha avuto di fronte ad un discreto pubblico. Gli incontri, benché non numerosi, non hanno risparmiato lo spettacolo e la qualità grazie anche all’impegno delle atlete. La giornata si è colorata di rosa grazie anche alla presenza di Arbitri, esclusivamente donne.
Per la categoria 51kg Tiziana Finocchio ha superato ai punti, in quattro riprese Simona Lucarno; nel secondo match Valeria Calabrese aveva la meglio si Terry Gordini; per la Categoria 60Kg Romina Marenda batteva ai punti Valentina Davide; nel Match più atteso Marzia Davide doveva sudare le proverbiali sette camice per avere ragione della sorprendente Annunziata Patti. La serata si concludeva con un incontro fuori Torneo, categoria 48kg, tra Valentina Gioia e Valeria De Francesco la quale ha vinto per RSCI alla terza ripresa. Complice la pioggia, che ha imposto la scelta della bella e storica Ex Sala Borsa di Ferrara al posto del Castello Estense, si è svolta la seconda ed ultima giornata del 1° Torneo Nazionale Pre-Olimpico di Boxe Femminile . Grazie alla deroga ricevuta dalla FPI si sono potute svolgere i finalini per il 3° e 4° posto oltre alle tradizionali finali per il 1° e 2° . Nella categoria dei kg 51 ha vinto Valeria Calabrese contro Tiziana Finocchiaro, per il 3° posto Terry Gordini si è imposta su Simona Lucarno; nella categoria dei Kg 60 ha vinto Marzia Davide contro Romina Marenda, per il 3° posto a seguire Annunziata Patti superava Valentina David; nella categoria dei Kg 75 ha vinto Patrizia Pilo contro Annalisa Ghirlandi; Nel fuori programma Kg 54, Giada Landi ha avuto la meglio su Julia Luka; Era presente all’avenimento la pluricampionessa Simona Galassi , il Vice Presidende Federale Dott. Alberto Brasca, i campioni di sempre Luigi Minchillo, Massimiliano ed Alessandro Duran, nell’insieme tutti hanno impreziosito la Manifestazione.
Il main event sarà rappresentato dal ritorno sul ring di Daniele Petrucci (25-0-1), imbattuto peso welter romano che contenderà il titolo intercontinentale IBF all’argentino Jorge Daniel Miranda (36-8-0) Per il ventinovenne di San Basilio, già campione EU di categoria (titolo conquistato contro il fortissimo Craig Watson sul ring del Tendastriscia circa due anno fa) si tratterà di un test severissimo, contro un avversario di elevatura internazionale che ha calcato con successo i ring di tutto il mondo impossessandosi anche di cinture significative (basti pensare al titolo WBO latino conquistato il 25 Ottobre 2008 contro l’allora imbattuto Victor Purreta (24-2-0). Interessantissimo il sottoclou che vedrà salire sul ring i 3 prospect capitolini più promettenti. Si tratta di Adriano Cardarello, Manuel Ernesti e Federico Ranalli.
Con una formidabile prestazione contro il quotato Kali Meehan, a Rostock (Germania), l’uzbeko Ruslan Chagaev è diventato sfidante ufficiale del campione mondiale dei pesi massimi WBA David Haye . Alto undici centimetri più di Chagaev (196 contro 185), gestito dal potente organizzatore americano Don King, Kali Meehan si presentava con un record di 35 vittorie (29 per knock out) e 3 sconfitte. Era considerato un avversario difficile per l’uzbeko tanto che Don King aveva dichiarato che il suo pupillo avrebbe distrutto Chagaev. Invece,”White Tyson” ha dominato il picchiatore delle isole Fiji dimostrando di essere ancora competitivo ad alto livello. E ha dichiarato di volere affrontare David Haye al più presto. L’unico problema è che David Haye è stato sfidato anche dal campione WBO/IBF Wladimir Klitschko. Tutto dipenderà dall’offerta economica della Universum (che gestisce Chagaev) e da quella della K2 Promotion (la società dei fratelli Klitschko). E’ ovvio che il fuoriclasse inglese accetterà l’offerta più conveniente, anche se rifiutare di combattere contro lo sfidante ufficiale scelto dalla WBA potrebbe causargli la perdita a tavolino del titolo. Più che uno sport, il pugilato è un business e i grandi campioni salgono sul ring solo quando sono in ballo borse notevoli, la diffusione televisiva è garantita a livello planetario e gli sponsor sono disposti ad aumentare l’entità dei loro contributi. La sfida contro Wladimir Klitschko garantisce tutto questo ed è quindi probabile che David Haye firmi con la K2 Promotion. Se la WBANato il 19 ottobre 1978, ad Andijan (Uzbekistan), Ruslan Chagaev ha sostenuto 28 incontri: 26 vinti (17 per KO), 1 perso (contro Wladimir Klitschko) e 1 pareggiato. Il 14 aprile 2007 a Stoccarda ha compiuto l’impresa più importante della sua carriera superando ai punti il campione mondiale WBA Nicolay Valuev. Si è trattato di una vera lezione di boxe, per Valuev e per gli spettatori. Chagaev ha dimostrato come si può battere un gigante di 213 cm (con un allungo di 216 cm) schivando i suoi pugni con i movimenti del corpo, pedalando all’indietro, appoggiandosi alle corde, contrattaccando con delle precise combinazioni al viso ed al corpo e svolgendo la preparazione atletica nel modo giusto. Al termine delle dodici riprese Chagaev sembrava fresco come una rosa, mentre Valuev era visibilmente stanco. Nei minuti finali, quando Chagaev andava a segno, il russo faceva una smorfia di dolore. Sembrava che Chagaev potesse vincere prima del limite. Dopo il trionfo mondiale, Ruslan Chagaev è diventato un eroe nazionale in Uzbekistan. Quando è sceso dall’aereo con la cintura di campione WBA, un comitato d’onore lo lo ha atteso per portarlo in trionfo per le vie della capitale Tashkent, il Presidente della Repubblica Islam Karimov gli ha regalato una grande casa ed un’automobile dichiarando: “Pochi atleti hanno scritto una pagina così importante nella storia dello sport e dell’Uzebkistan, riuscendo a diventare l’orgoglio di un’intera nazione.” Scene del genere dimostrano quanto sia popolare il pugilato in alcuni Paesi del mondo. Con buona pace di chi – da troppi anni – sostiene che la nobile arte sia in crisi… dichiarasse vacante il titolo, uno degli sfidanti sarebbe il Tyson bianco.
Il trentunenne pugile filippino e campione dei pesi welter Pacquiao, reduce da una estenuante campagna elettorale che lo ha visto in corsa per un posto nel congresso, ottenuto alle elezioni dello scorso 10 maggio, è stato ricoverato per un'ulcera che gli è stata scoperta durante un check-up di routine al quale si è sottoposto. Pacquiao e’ rimasto ricoverato in un ospedale di Manila per un paio di giorni . Pacquiao si è guadagnato un posto nella Camera dei Rappresentanti delle Filippine .
Il 17 luglio, ad Atlantic City (Usa), il “Terminator” David Tua affronterà Monte Barrett sulla distanza delle dieci riprese. E’ quasi certo che Barrett non terminerà in piedi perchè ha perso sei degli ultimi nove combattimenti (quattro prima del limite) e David Tua ha la potenza per mettere ko chiunque con un pugno solo, ma la sfida è abbastanza intrigante per attirare l’attenzione degli addetti ai lavori, della stampa e del pubblico in un momento in cui negli Stati Uniti non ci sono molti pesi massimi di alto livello. Nato il 21 novembre 1972 nelle isole Samoa, alto 178 cm, residente in Nuova Zelanda, David Tua ha combattuto quasi sempre negli Usa. La sua carriera si è svolta in due fasi. Dal 1992 al 2003 ha sostenuto 46 battaglie, è diventato campione degli Stati Uniti, del Nord America ed ha perso ai punti contro il campione del mondo WBC/IBF Lennox Lewis. Nel 2003 David Tua si è ritirato, ma è tornato in azione nel 2005. Da allora ha vinto nove incontri consecutivi. Il suo record è quindi composto da 55 combattimenti: 51 vinti (43 per ko), 3 persi e 1 pareggiato. Gli ultimi due match - disputati in Nuova Zelanda e valevoli per due titoli minori (Oriental e Asia Pacific) della World Boxing Organization - lo hanno riportato in auge: è numero due nella classifica WBO e potrebbe sfidare presto il campione del mondo Wladimir Klitschko. Il pubblico americano ama David Tua perchè è il classico guerriero che avanza sempre tirando centinaia di pugni senza curarsi troppo della difesa e rimane in piedi fino all’ultimo secondo anche quando ha di fronte un avversario che gli è superiore (non ha mai perso prima del limite). Inoltre, ha messo ko tre pugili che sarebbero diventati campioni del mondo: John Ruiz, Oleg Maskaev e Hasim Rahman. Il match che tutti ricordano è quello in cui il “Terminator” ha demolito John Ruiz in soli diciannove secondi, ad Atlantic City, il 15 marzo 1996. Per molti appassionati di boxe, quello è stato l’incontro più divertente di John Ruiz... Nonostante i trionfi, John Ruiz è considerato il peggior campione dei pesi massimi di tutti i tempi (certamente il più noioso per i gusti degli americani). David Tua, invece, sarà ricordato come un pugile di valore anche se non dovesse mai vincere il mondiale. Nato il 26 maggio 1971 a Greenville (North Carolina, Usa), professionista dal 1996, soprannominato “Due pistole”, Monte Barrett ha un record di 34 vittorie (20 per knock out) e 9 sconfitte. Il 17 ottobre 2006 ha resistito undici riprese contro il campione del mondo dei pesi massimi WBA Nicolay Valuev. In seguito, il suo rendimento è stato mediocre. Barrett è alto 191 cm, ha un allungo di 198 cm, ma questi due fattori non dovrebbero rappresentare un problema per David Tua, che è abituato a mettere ko uomini più alti di lui.
“Je me bats dans la vie comme sur le ring” (mi batto nella vita come sul ring) è il titolo dell’autobiografia dell’ex campionessa mondiale di pugilato Anne Sophie Mathis. Molto atteso dal pubblico francese, il libro è stato scritto dalla giornalista Valerie Rodrigue, a cui la Mathis ha raccontato la sua vita senza tralasciare gli episodi negativi: dall’adolescenza difficile, ai problemi con la droga, alla pratica della boxe che le ha dato autodisciplina e quindi il successo sportivo, mediatico ed economico. “Ero giovane e influenzabile – spiega la Mathis - ed ho fatto delle stupidaggini, commesso dei piccoli reati, provato la droga. Grazie alla nobile arte ho guadagnato abbastanza per mantenere me stessa e mia figlia ed ho viaggiato, conosciuto leggende dello sport e capitani d’industria. La boxe è la miglior cosa che mi sia mai capitata”. In Francia Anne Sophie Mathis è molto popolare anche grazie alla sua bellezza. Chi non sa che è una fuoriclasse del pugilato, la scambia per un’attrice o una modella. Infatti, quando combatteva, sui manifesti c’era il suo bel viso, non quello delle altre campionesse o dei pugili maschi impegnati nella stessa manifestazione. L’ultimo match di Anne Sophie risale al novembre 2008, ma lei non esclude di tornare presto sul ring. Il suo record comprende 20 incontri: 19 vinti (16 per knock out) e 1 perso. Nel 2005 è diventata campionessa d’Europa dei pesi superleggeri. L’anno seguente ha vinto il mondiale WBA. L’8 marzo 2008, a Metz, ha conquistato le corone dei superleggeri WBC e WIBF demolendo in tre round l’imbattuta panamense Ana Pascal (che, da allora, non è più salita sul ring). Il maggior rimpianto di Anne Sophie Mathis è non aver disputato nemmeno un incontro dilettantistico e non se ne capisce il motivo: la boxe femminile è stata ammessa alle Olimpiadi quando lei era già professionista, quindi non ha perso nulla. Anche senza una medaglia olimpica, Anne Sophie Mathis è diventata una delle campionesse più amate nel suo Paese ed è questa l’unica cosa che conta. “Je me bats dans la vie comme sur le ring” è disponibile su Amazon al prezzo di 16,15 euro.
Ormai il copione della categoria dei pesi massimi sembra scritto. I fratelli Klitschko conservano la loro fetta di titolo mondiale contro avversari non irresistibili, David Haye è sulla stessa strada, come dimostrato dalla facile vittoria contro il portoricano John Ruiz ormai a fine carriera. Il tutto in attesa dell'incontro di riunificazione che dovrebbe vedere uno dei fratelli ucraini sfidare il britannico in un match dai contorni economici molto molto interessanti. Intanto Vitali mantiene il titolo nella versione Wbc battendo per ko alla decima ripresa il polacco Albert Sosnowski, che si presentava al match forte del titolo di campione d'Europa. Nel complesso, non c'è stata assolutamente storia. Sosnowski non ha sfigurato dal punto di vista del coraggio: non si è contentato di perdere ai punti, ha provato ad uscire dal guscio, ma quando lo ha fatto in maniera troppo baldanzosa è stato duramente punito. Il vero spettacolo, più che sul ring, c'è stato sugli spalti affollatissimi, della Veltins Arena di Gelsenkirchen, che hanno confermato come l'organizzazione tedesca non abbia ormai nulla da invidiare a quella americana, anzi... Musica, ring announcer (il famoso Michael Buffer) importato dagli Usa, coreografia mozzafiato all'entrata dei contendenti: un dragone sputafuoco per il polacco (alias The Dragon), un sinistro rintocco di campana a segnare la sorte degli avversari precedenti e premonitore per quello futuro ad accompagnare Klitschko. Una atmosfera da brivido che però non si riproduce in pieno sul ring. Klitschko sin dal primo gong sfrutta gli 11 cm di altezza in più, che ovviamente si ripercuotono sull'allungo. Jab sinistro in azione costante, tenuto molto basso, quasi a non considerare le capacità offensive dell'avversario. Sei round vinti dall'ucraino, stessa sorte nel settimo dove però Sosnowski piazza un paio di colpi significativi, in particolare un gancio destro. Paradossalmente quei colpi positivi rappresentano l'inizio della fine per il polacco: lui prende coraggio, Klitschko, pungolato, intensifica la propria azione doppiando sempre maggiormente con il destro. Si arriva così al decimo round, quando l'ucraino sgretola con una serie di colpi la resistenza dello sfidante: decisivo un destro quando ormai Sosnowski non ne aveva più. Per il polacco è la terza sconfitta in carriera (la seconda prima del limite) a fronte di 45 vittorie. Klitschko a 38 anni si conferma in ottima forma, cogliendo la quarantesima vittoria in carriera, di cui 38 prima del limite.
Martedì 15 e 22 giugno, in due parti, il canale Fx (Sky 119) trasmetterà in anteprima assoluta «Thriller in Manila» - Mohammed Alì contro Frazier. Il cinema si è occupato spesso di Muhammad Ali, Michael Mann lo ha ritratto in Ali e l’epocale «Quando eravamo Re» è stato premiato con l’Oscar. «Thriller in Manila» andrà senz’altro aggiunto alla non troppo lunga lista di documentari sportivi imperdibili. Per molti fu un incontro bellissimo, per altri solo una carneficina. Un incontro così cruento che l’angolo di Frazier gli impedì di tornare sul ring per l’ultima ripresa, la quindicesima. Joe neanche riusciva più ad aprire gli occhi. Aveva perso le prime riprese, dominato quelle centrali. Col passare dei minuti era stato devastato dai jab dell’avversario. Muhammad Ali non ha mai brillato per umiltà, ma quel giorno ammise: «Se Joe non si fosse ritirato, non so se avrei potuto continuare». I due pugili venivano da storie molto diverse ed erano arrivati a odiarsi. All’inizio non era così. Quando la Federazione squalificò Ali per aver detto no al Vietnam, Frazier fu uno dei pochi a schierarsi accanto al campione. Aveva vinto le Olimpiadi di Tokyo, come Ali quattro anni prima a Roma nel ’60. Frazier, a inizio carriera, chiese consiglio ad Ali. La risposta fu in linea col personaggio: «Uno solo, dimagrisci e cambia categoria. Con me non c’è storia». Era il 1967 e Ali al suo massimo. Imbattibile, velocissimo. volava come un’ape e pungeva come una farfalla, seguendo i dettami del poeta della strada Drew «Bundini» Brown.
Seguire le regole, non tirare colpi bassi e avere sempre rispetto per l´altro. È il messaggio dell´ex pugile palermitano , Campione Italiano ed Europeo dei super welter degli anni ottanta Pino Leto ai ragazzi dell´istituto per geometri Rutelli che presso l´aula magna della scuola di Mezzomonreale, hanno presentato il cortometraggio sul bullismo dal titolo "Vincerò". La proiezione è stata inserita nel corso della giornata finale del progetto "Bullismo " . In ognuno di noi c´è un talento - afferma Leto - ma molti non hanno l´opportunità di scoprirlo. Io ero un bambino invisibile, il più povero dei poveri, la vittima dei bulli. Il pugilato è stata la mia alternativa, mi ha dato delle regole, mi ha insegnato a non tirare colpi bassi e a rispettare sempre l´altro".
Dopo Manny Pacquiao, anche Nikolaj Valuev vuole darsi alla politica. Il gigante russo, in attesa di capire se e quando tornerà sul ring, è pronto a candidarsi per le prossime elezioni nel suo Paese, tra l'altro nel partito dell'ex premier Vladimir Putin. Aggressivo durante i match ma mite e gentile senza i guantoni, Valuev a 37 anni sembra aver deciso cosa fare quando sarà "grande" , ammesso e non concesso che possa crescere ancora, visto che è alto 213 centimetri e pesa 151 chilogrammi... .
L'ex pugile gallese di origine sarda non torna sui suoi passi: "Quando ho appeso i guantoni al chiodo, l'ho fatto in maniera definitiva. So che tanti miei colleghi dicono addio e poi tornano sul ring ma non c'è niente di vero su un mio possibile ultimo match". Calzaghe ha così seccamente smentito le voci su un possibile incontro con Hopkins di cui si era parlato con molta insistenza dopo la sua decisione di ritirarsi. "The Italian Dragon", come viene soprannominato in patria, a 38 anni ha detto basta, forte di un fantastico record di 46 vittorie e zero sconfitte.
A tutti quelli che adesso hanno una certa ... eta’ .
Noi, che le nostre mamme mica ci hanno visti con l'ecografia.
Noi, che a scuola ci andavamo da soli e da soli tornavamo.
Noi, che eravamo tutti buoni compagni di classe, ma se c’era qualche bullo, ci pensava il maestro a sistemarlo sul serio.
Noi, che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, mamma a casa te ne dava 2.
Noi, che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.
Noi, che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta, tutti felici.
Noi, che avevamo le tute lucide acetate dell’Adidas che facevano fico, ma erano pure le uniche.
Noi, che la gita annuale era un evento speciale e nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti.
Noi, che le ricerche le facevamo sui libri … mica su internet.
Noi, che la vita di quartiere era piacevole e serena.
Noi, che facevamo 4 mesi di vacanza al mare, da Giugno a Settembre.
Noi, che non avevamo videogiochi, né registratori, né computer. Ma avevamo tanti amici lo stesso.
Noi, che per cambiare canale alla TV dovevamo alzarci e i canali erano solo 2.
Noi, che andavamo a letto dopo Carosello.
Noi, che sapevamo che era pronta la cena perché c'era Happy Days e Fonzie.
Noi, che guardavamo allucinati il futuro con “Spazio 1999” .
Noi, che se la notte ti svegliavi e accendevi la TV vedevi solo il monoscopio Rai con le nuvole o le pecorelle di interruzione delle trasmissioni.
Noi, che ci sentivamo ricchi se avevamo 'Parco Della Vittoria e Viale Dei Giardini'.
Noi, che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
Noi, che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più fico e che se anche andavi in strada non era così pericoloso.
Noi, che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella.
Noi, che avevamo il 'nascondiglio segreto' con il 'passaggio segreto'.
Noi, che giocavamo a nomi-cose-animali-città.
Noi, che ci mancavano sempre 4 figurine per finire l'album Panini (celò, celò, celò, celò, celò, celò, mi manca!).
Noi, che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa, ma che a quelli degli altri suonavamo e poi scappavamo.
Noi, che compravamo dal fornaio pizza bianca e mortadella per 100 £ire (= € 0,050!) e non andavamo dal dietologo per problemi di sovrappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare.
Noi, che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la Bic.
Noi, che sentivamo la musica nei mangiadischi sui 45 giri vinile (non nell’Ipod) e adesso se ne vedi uno in un negozio di modernariato tuo figlio ti chiede cos'è.
Noi, che al cinema usciva un cartone animato ogni 10 anni e vedevi sempre gli stessi tre o quattro e solo di Disney.
Noi, che non avevamo cellulari (c’erano le cabine SIP per telefonare) e nessuno poteva rintracciarci, ma tanto eravamo sicuri anche ai giardinetti.
Noi, che giocavamo a pallone in mezzo alla strada con l'unico obbligo di rientrare prima del tramonto.
Noi, che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercurio cromo, e più era rosso più eri fico.
Noi, che giocavamo con sassi e legni, palline e carte.
Noi, che le barzellette erano Pierino, il fantasma formaggino o c’è un francese-un tedesco-un italiano.
Noi, che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
Noi, che il 1° Novembre era 'Ognissanti', mica Halloween.
Noi, che l'unica merendina era il Buondì Motta e mangiavamo solo i chicchi di zucchero sopra la glassa.
Noi, che il Raider faceva concorrenza al Mars.
Noi, che a scuola le caramelle costavano 5 £ire.
Noi, che la Ferrari era Lauda e Alboreto, la McLaren Prost , la Williams Mansell , la Lotus Senna e Piquet e la Benetton Nannini e la Tyrrel a 6 ruote!
Noi, che la penitenza era 'dire-fare-baciare-lettera-testamento'.
Noi, che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
Noi, che il Ciao e il Boxer si accendevano pedalando.
Noi, che nei mercatini dell'antiquariato troviamo i giocattoli di quando eravamo piccoli e diciamo "guarda! te lo ricordi?" e poi sentiamo un nodo in gola.
Noi, che siamo ancora qui e certe cose le abbiamo dimenticate e sorridiamo quando ce le ricordiamo.
Noi, che vivevamo negli anni di piombo, in mezzo ad inaudite violenze per lotte sociali e di classe.
Noi, che votavamo per i partiti della 1° Repubblica: MSI, DC, PRI, PLI, PSI, PCI, e non per 70 diversi gruppi dai nomi fantasiosi.
Noi, che siamo stati tutte queste cose e tanto altro ancora.
Questa è la nostra storia.
Se appartieni a questa generazione, ricorda com’era bella la nostra vita, prima …