La storia di una rivalità tutta messicana che ha arricchito il pugilato.
Una rivalità tra due pesi gallo messicani, tra i più grandi “picchiatori” della storia del pugilato che nelle mani avevano il “tritolo”.
Una rivalità che ha diviso le competenti tifoserielocali e ha interessato gli appassionati di tutto il mondo.
Stiamo infatti parlando della sfida tra Carlos Zarate e Alfonso Zamora, denominata “La battaglia dei Z Boys”, disputata il 23 Aprile 1977 a Los Angeles. Dieci anni dopo, la rivista Sport & Sports inseriva questo match tra i dieci più emozionanti degli ultimi 30 anni.
Non si potrebbe però capire bene cosa sia stata questa sfida, senza chiamare in causa Arturo "Cuyo" Hernandez, scopritore e forgiatore di grandi talenti, che ha portato al titolo mondiale elementi come Ruben Olivares, Rafael “Bazooka” Limon e naturalmente i due protagonisti della storia.
La grande rivalità tra i due iniziò il 14 Marzo 1975.
A quel tempo Zarate aveva alle spalle 5 anni di professionismo e una trentina di match disputati. Zamora invece era professionista dal 1973, con 20 incontri disputati.
Per quella data Cuyo Hernandez aveva ingaggiato il coreano Hwang Hong Soo, campione WBA, per opporlo a Zarate e sede del match, Los Angeles. A quindici giorni dalla disputa dell'incontro il messicano si ammalò e nonostante i tentativi fatti dagli organizzatori, i coreani non volevano saperne di accettare alcun tipo di rinvio.
A quel punto, “Cuyo” estrasse la "carta Zamora", convincendo gli organizzatori e il clan di Hong ad accettare la sostituzione.
La sera del match Zamora fu eccezionale e galvanizzato dalla chance e grazie soprattutto alla sua potenza, distrusse il pugile coreano, imponendogli il ko alla quarta ripresa.
Dopo il trionfo iniziarono però i problemi. Ripresi gli allenamenti, Zarate chiedeva al suo manager quanto gli spettava, ovvero la disputa del Mondiale contro Zamora, ma sia il detentore che Hernandez non ne volevano sapere e così Zarate, dopo serrate polemiche, lascio la compagnia e intraprese una nuova strada che l’8 Maggio 1976 lo porterà a conquistare il Mondiale WBC.
Detentore del titolo era un altro pugile messicano, Rodolfo Martinez. La sfida tra i due venne disputata a Los Angeles e quella sera, davanti a 17.000 spettatori, Zarate, tornato con Cuyo Hernandez, fu implacabile, una autentica macchina da guerra e mise ko il pur bravo Martinez alla nona ripresa.
Il Messico si ritrovò così con due “calientes boxadores”, entrambi campioni del mondo: Zarate per il WBC e Zamora per la WBA.
Tantissima era però la voglia di vedere chi fosse il migliore tra i due.
Due galli nello stesso pollaio infatti non potevano che creare un'accesa rivalità, sia tra loro che tra le rispettive tifoserie. L’opinione pubblica spingeva i due affinché si affrontassero, per dirimere la sentita rivalità.
E finalmente il gran giorno arrivò.
L’organizzatore Dan Fraser annunciò l’atteso match per il 23 Aprile 1977 a Los Angeles.
Ma a questo punto tornò in gioco Cuyo Hernandez, manager di ambedue.
La trovata del manager fu geniale. Il match venne infatti disputato, ma i due pugili salirono sul ring per un incontro sulla distanza delle dieci riprese senza mettere in palio le rispettive corone, in modo che al termine della sfida ambedue conservassero il proprio titolo e i proventi che ne derivavano.
Agli appassionati comunque questo poco importava. “La battaglia dei Boys Z” non aveva bisogno di sigle e siglette diventando così il “10 round” più famoso della storia della Boxe.
I due si presentarono al match imbattuti, con una credibilità e palmarés eccezionali.
Zarate con un record di 45-0 e 44 vittorie prima del limite; Zamora 29 incontri e 29 vittorie prima del limite.
A nostra memoria, mai nessuna sfida mondiale ha visto i protagonisti presentarsi con tali palmarés. Tant'era l’attesa, che la polizia locale inviò sul campo una squadra antisommossa allo scopo di prevenire eventuali incidenti.
I bookmaker davano favorito Zarate, che confermò il pronostico battendo il rivale per ko alla quarta ripresa. Zamora pare però che non fosse sul ring sul ring nelle migliori condizioni, per problemi con il proprio staff e soprattutto un atterramento subito in allenamento da uno sparring partner.
Il match fu fantastico, con Zarate in difficoltà nel secondo round, in un duello che capovolse poi a suo va favore.
La sfida sul campo vide quindi Zarate uscire vittorioso e desideroso di un secondo match, questa volta con titolo in palio. Ma tanto per cambiare l’astuto Cuyo Hernandez non ne volle sapere.
Eccellente il bilancio della serata con 13.996 spettatori paganti, nonostante la diretta televisiva con un incasso al botteghino di $ 357.440 Il numero degli spettatori è da considerarsi veramente ragguardevole considerato il periodo.
Si chiude qui la storia di questa sfida.
Ma vediamo di conoscere meglio i due protagonisti.
Alfonso Zamora, classe 1954, sale alla ribalta, quando appena 18enne conquista la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Monaco 1972.
Esaltante il suo torneo dove ha la meglio sul filippino Fortaleza (ko 2), sul Tedesco dell’Ovest Stefan Forster (pts), sullo spagnolo Juan Francisco Rodriguez (ko 3) Sullo Statunitense Carreras (pts). Deve cedere pero’ in finale al cubano Orlando Martinez che lo batte ai punti. Risultato eccezionale per un 18enne e in considerazione del fatto che la struttura del pugilato messicano è rivolta al professionismo. Passato professionista nel 1973, diventa campione del mondo nel 1975 dopo solo 20 incontri, battendo il coreano Soo-Hawn Hong, nelle circostanze sopra descritte.
Difende il titolo in cinque occasioni battendo alla sua maniera, ovvero per ko, Sukhothai Thanomchit (Tha kot 4), Socrates Batoto (Phi ko 2), Eusebio Pedroza (Pan. Ko 2) Gilberto Illueca (Pan ko 3) e il coreano Soo Hwan Hong nella rivincita (kot 12).
La sconfitta con Zarate però segna profondamente Zamora che inizia la fase calante della carriera. Perde subito il titolo per mano del panamense Jorge Lujan che lo sconfigge per ko alla decima ripresa.
Si trascina tra alti e bassi fino al 19 80, quando decide di abbandonare il ring con un record di 33-5 32 ko. La rivista “The Ring” lo inserisce al 47esimo posto nella propria classifica relativa ai più grandi “picchiatori” della storia.
Carlos Zarate Serna, classe 1951, passa al professionismo nel 1970, a 19 anni. E' irrequieto ed ha qualche problema con la giustizia per aver provocato diverse risse.Il manager Cuyo Hernandez lo porta a combattere in posti poco conosciuti per nasconderlo all’attenzione delle forze dell’ordine. Zarate ha la dinamite nei pugni e comincia a incutere paura ai suoi rivali; ha un pugilato feroce, viene considerato un “Boia” del ring, uno sciacallo, uno che quando sente di avere il rivale in pugno diventa implacabile, spietato. Diventa campione mondiale nel 1976 superando per ko alla nona ripresa Rodolfo Martinez, titolo che difende in nove occasioni superando sempre prima del limite:
Paul Ferreri (Aus kot 12), Waruinge Nakayama (Kenya ko 4), Fernando Cabanella (Phi kot 3), Danilo Batista ( Brasile ko 6) Juan Francisco Rodriguez (Spagna kot 5), Alberto Davila (USA kot 8), AndreS Hernandez (P.Rico kot 13), Emilio Hernandez ( R.Dom ko 4) e John Mensah Kpalongo (ko 3).
La prima sconfitta la subisce nel 1978 quando tenta la conquista della corona dei S.gallo WBC, per mano di un altro terribile “picchiatore” il portoricano Wilfredo Gomez (video) che lo batte per kot alla quinta ripresa.
Si ritira nel 1979, dopo la sconfitta per split-decision subita per mano di un giovane emergente messicano Guadalupe Pintor, guarda caso anche lui diretto da Cuyo Hernandez in un incontro che secondo gli addetti ai lavori aveva invece vinto.
Uscita polemica quella di Zarate che accusa il suo manager di averlo danneggiato nella fase della preparazione al match e di aver manovrato la giuria per favorire il suo nuovo pupillo.
Purtroppo per lui ritorna a combattere dopo cinque anni, per la peggior motivazione possibile: bisogno di denaro.
E’ la brutta copia del pugile che fu, ma arriva a combattere per il mondiale S.gallo in due occasioni nelle quali viene sconfitto da Jeff Fenech (Aus td 4) e da Daniel Zaragoza (kot).
Si ritira definitivamente nel 1988 con un record di 66-4 63 ko.
Attualmente segue la carriera agonistica del figlio Carlos jr, peso leggero.
23esimo nella classifica dei “ puncher"di The Ring, Zarate nel 1994 entra a far parte della Hall of Fame.
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