I KO delle meraviglie-n°3-Benvenuti vs Rodriguez

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Roma. 22 novembre 1969. Palazzo dello Sport.
Di Valentina Zarlenga

 

Ha 31 anni Nino Benvenuti, quando difende i titoli WBA e WBC dei medi, conquistati contro Emile Griffith nella leggendaria notte del Madison Square Garden di New York, poi difesi vittoriosamente contro Don Fullmer e Fraser Scott. Sfidante, Luis Manuel Rodriguez, sul ring del PalaEur di Roma, ricolmo all’inverosimile.  Il campionissimo italiano, con radici nella “perduta” Istria, è facile adularlo, in quanto simbolo del pugilato di casa nostra, étoile delle sedici corde, esempio passato e presente di sacrificio e passione e di umanità.

Di contro, il cubano, “El Feo” (Il Brutto) Rodriguez, già campione mondiale dei welter, arriva all’appuntamento con un record spaventoso (10 vittorie consecutive solo tra il 1968 e il 1969, prima di questo match), ma è già in declino.  Ha affrontato tutti i migliori welter, s.welter e medi di un’intera generazione, ha appena un anno più di Nino, ma è certamente più logoro.

Nell’arco delle 11 riprese disputate, Benvenuti è spesso in difficoltà sotto l’inarrestabile avanzata del caraibico e forse stava anche perdendo, il match era durissimo, contro un bersaglio in continuo movimento e dai colpi pesanti,  ma dopo 1 minuto e 8 secondi dell’undicesima ripresa, Nino scaglia sulla mascella di Rodriguez  “il più bel gancio della sua carriera”, secondo molti.  Un colpo isolato, improvviso, probabilmente inaspettato. L’italiano resta campione del mondo e Luis Manuel Rodriguez rimane sul tappeto, come in croce.

Sarà per il fatto che Nino è “nato con una sola vocazione: quella di fare la boxe”, sarà che Rodriguez aveva ormai troppa sicurezza, il fatto é che Benvenuti riuscì ad infrangerla con uno dei colpi più importanti della sua storia e di quella del pugilato italiano.