A cura di Marco Ciampoli.
Prende l'avvio con questo primo articolo la nuova rubrica di Boxeringweb, intitolata "La Boxe e la Società", che si affianca idealmente a quella tenuta dalla pugile e psicologa Valeria Imbrogno, "La Boxe e la Mente", che tanto successo raccoglie tra i lettori, a conferma di un intento preciso e dichiarato dalla nostra linea editoriale, che é quello di diffondere idee, riflessioni e valori non prettamente legati agli eventi del ring, ma che sono fondamentali per la comprensione profonda di cosa sia la Noble Art e per evidenziare anche quanta cultura e interiorità si ritrovino in un ambiente per troppi anni ritenuto da molti il simbolo dell'emarginazione sociale e personale di chi lo viveva.
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Iniziare un ennesimo discorso sul mondo del pugilato moderno, non è di certo una cosa semplice e intuitiva. Specie se si vuole esprimere un messaggio differente e motivato, unico, sarebbe pretendere davvero troppo, ma almeno un pensiero sgombro da miti e stereotipi che condizionano spesso la visione di questa realtà.
Ho scelto la parola "realtà" in quanto ritengo che sia davvero difficile identificare in un termine il pugilato; si potrebbe definire in molti modi: arte, sport, lotta violenta con i pugni, uno stile di autodifesa e via dicendo...Io preferisco vederlo come un mondo complesso che li racchiude tutti e spesso va oltre.
L'evoluzione della boxe moderna è un fenomeno di costume, cultura, informazione e società, mentre l'interesse crescente (specie nella nostra nazione) è andato su sport come il Calcio, visti meno violenti e aggressivi, nella Nobile Arte si è andato definendo sempre più il suo caratteristico aspetto tecnico.
E' interessante infatti prendere come esempio e confronto il modo del Calcio e del Pugilato, che hanno avuto il loro rivoluzionario cambiamento attorno agli anni '60, dove nelle Olimpiadi romane si batteva un giovane Cassius Clay, due anni dopo che nel Calcio un altro signore di colore, il Sig. Edison Arantes do Nascimento...in arte Pelé, aveva già vinto il suo primo titolo mondiale.
Due nomi e due persone destinate a cambiare il mondo; l'interesse del Calcio, in quel momento, si è concentrato sull'abilità di un brasiliano, dotato di tecnicismo e fantasia, dando lustro mondiale ad uno sport talvolta persino meno blasonato e pagato della Boxe di quei tempi.
Nel pugilato, un fenomeno simile ha colpito l'attenzione mondiale, un uomo di colore senza storia, ha dettato legge con colpi diversi da quelli visti fino a quel momento, colpi leggeri, veloci e pieni di tecnica e fantasia. Da questo momento in poi, la trasformazione dei due sport e il conseguente cambio di interesse (specie economico), ha avuto una svolta nata dal riflesso di una società cambiata radicalmente.
Il Calcio moderno, infatti, è diventato sempre più violento e fisico, la tecnica di un tempo ha lasciato il passo alle nuove frontiere della scienza sportiva, facendo leva su principi di fisicità, propri del pugilato professionistico delle origini.
Il pugilato, d'altro canto, dapprima rinchiuso in una sorta di degradazione sociale di violenza, che accomunava profili che oggi definiamo "border line", persone al limite, emarginati sociali, che spesso facevano di questo sport una valvola di sfogo e una via di salvezza.
Oggi è uno sport per tutti e con orgoglio, nel 2012, vedremo il pugilato femminile alle Olimpiadi e potremo dire "era ora".
Il dilettantismo nel tempo ha tenuto duro, riuscendo (dall'ispirazione di un pugile professionista degli anni '60), a carpirne i segreti di eleganza tecnica e sobrietà che fecero innamorare intere generazioni.
Per citare un campione moderno, Roberto Cammarelle, che dopo aver vinto i Modiali 2009 dice: "Sono un professionista del dilettantismo", possiamo facilmente renderci conto di come questa ispirazione abbia inciso fino ad oggi. Il Calcio, da parte sua, è diventato scenario di morte, lotte scontri e gruppi di individui che spesso si radunano la domenica solo per sfogare la propria repressione e il proprio disagio.
La medaglia si è rovesciata e questi pseudo-sportivi, che intonano cori razzisti anche nei confronti di italiani con un colore della pelle tendente allo scuro, farebbero bene ritrovarsi in una palestra per sfogare la propria energia su di un sacco o in un circuito di allenamento, dove i secondi passano molto lentamente e la fatica è davvero tanta.
Oggigiorno, infatti, gli emarginati o i problematici sociali si ritrovano in luoghi diversi da quelli un tempo, ostentati come violenti, vivendo la loro aggressività personale in ambiti del tutto decontestualizzati e privi di regole, senza i cardini principali di una disciplina come la boxe: coraggio, forza e intelligenza.
Le palestre di pugilato moderne sono invece gremite di persone di sesso, estrazione sociale e interessi etereogeni. Molti si allenano solamente con la prepugilistica o con esercizi moderni di fit-boxe, aereo-boxe (una danza coerografica di pugilato, mista alla aerobica a tempo di musica), altri scambiano qualche colpo sul ring, ma tutti fanno del sano allenamento e di questo sport una riscoperta di completezza fisica e mentale.
La nuova concezione, quella moderna, è appunto lo stile di allenamento di uno sport "completo" che rende giustizia anche all'animo, senza per forza essere violento o ferire la persona altrui; non è più un segno di degrado entrare in una palestra di pugliato, dove troviamo uomini, donne...coppie di fidanzati innamorati che possono allenarsi a vicenda e bambini che, se educati nel rispetto personale del prossimo, cresceranno in un ambienta sano, con la sicurezza e consapevolezza delle proprie possibilità, donando loro un equilibrio psicofisico ideale.
A tutto questo, si aggiunga, che i "clienti" medi di una palestra moderna, nella maggior parte dei casi, sono di un istruzione medio alta, appartenenti alla generazione dell'informazione, dove ogni notizia è facilmente reperibile e verificabile.
Si parla quindi di utenti che sono già di partenza più attenti alle proprie necessità di benessere, rispetto a quelle che potevano essere un tempo e che di certo desiderano evitare di incorrere in danni di qualsiasi tipo per la propria incolumità. Persone che però scelgono di allenarsi in un mondo che, a parte le tante parole spese in questi anni a favore della sua componente agonistica e sportiva, in molti vedono ancora violento e di cattivo gusto.
Se così fosse, tuttavia, non ci sarebbe un affluenza sempre più crescente di iscrizioni a corsi di questo tipo e molte di queste energie ben spese, potremmo ritrovarle in contesti in cui sarebbero davvero deleteri e violenti.
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