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La Boxe e la Società-Il Trans-Boxer, il terzo sesso sul ring...

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Di Marco Ciampoli

 

Nel celebre film "Ritorno al futuro", c'è una frase molto interessante che i due protagonisti (Doc e Marty), si dicono prima di salutarsi per lo spostamento nel tempo.
Quando lo scienziato spiega al ragazzo l'estrema importanza di non cambiare le cose nel viaggio spazio temporale appunto, altrimenti questo porterà ad un paradosso... “una di quelle cose che distruggono l'universo”.
In realtà, e per fortuna non tutti i paradossi, almeno quelli della mente, conosciuti fin ora dalla scienza e dalla ragione, portano alla distruzione totale.
Il cambiamento è possibile anche se lo riteniamo incontrollabile e fuori da ogni ratio, che potrebbe scuotere tutti noi e metterci di fronte a dei dubbi e perplessità difficili da decifrare nell'immediato.
Un giorno non molto lontano da oggi, ad esempio, potremmo assistere ad un incontro di pugilato, tra un uomo e una donna.
Almeno ciò che apparirà ai nostri occhi sarà così, ma in effetti, saranno due uomini a confrontarsi sul quadrato, solo che uno di loro potrebbe essere un trans non completamente operato, con tanto di tesserino e visite mediche che dichiarano la sua sessualità maschile.
Un paradosso dei sensi appunto, una percezione visiva di ciò che non è, ma di ciò che alla fine in parte è...
I regolamenti per il controllo dell'identità sessuale già esistono e sono chiari, ma ci si pone lo stesso il dubbio legittimo di come far combattere due sessi differenti (anche se solo visivamente), sullo stesso quadrato. Mantenendo quello stato di dignità, eleganza e credibilità che il pugilato moderno continua ad avere, anche se in misura minore rispetto al passato, dove si respiravano valori ormai persi e sepolti.
Sarà giusto far combattere un “uomo” con il seno e l'aspetto femminile, contro un avversario muscoloso, magari con il petto folto e scolpito e addominali pronunciati?
A parte l'etica, l'estetica e la credibilità dell'incontro stesso, sarebbe una mancanza, per certi aspetti, anche di equilibrio fisico, per non parlare delle protesi differenti da adottare.
Infatti le protezioni passive che userebbe un ipotetico trans, devono essere per forza di cose anche al seno e questa situazione renderebbe impari il confronto, in quanto l'altro avversario avrebbe il petto più vulnerabile.
Quindi ciò che riporterebbe la carta d'identità sarebbe del tutto nullo in questo caso, in quanto la sessualità dell'uno e dell'altro sul ring sarebbero distinte da molteplici fattori fisici non indifferenti al regolare svolgimento dell'incontro.
Una situazione questa che per la prima volta ci porta alla riflessione della parità dei due sessi, che per il Il transgenderismo (dal termine transgender), non esistono e sono solo due generi stereotipati.
In realtà, specie nell'esempio della boxe, non è così, o non è così semplice, perché in effetti i sessi “naturali” sono due, e la forza fisica è da sempre maggiore nel maschio.
Per questo motivo non esistono incontri di boxe misti, in più la dignità di un pugile, che combatte di professione, abituato a scontrarsi contro rivali duri e massicci.
Potrebbe venire meno trovandosi di fronte ad un avversario da colpire con le forme di una delicata velina o soubrette alla moda, e non avere la lucidità e la prontezza per colpire ad esempio al volto una splendida fanciulla...con la sorpresa nella conchiglia.
Anche se queste potrebbero sembrare chiusure mentali o limiti, in realtà non lo sono, anzi!
trovano una forte legittimità per chi crede da sempre nei due sessi che madre natura ha creato, e che oggi giorno diventa sempre più additato come “razzista” o “sessista”, per avere un pensiero del tutto naturale e sano, nel trovare gioia ad essere semplicemente una metà della medaglia.
Lungi dal fare discriminazione o maschilismo allo stato brado, sono solo constatazioni di un dato di fatto, che dopo le stupende e giuste conquiste delle forme di parità dell'uomo e la donna, comunque si configura come differenza sostanziale, sopratutto nella differenza di forza fisica da sempre a favore del primo.

Quindi come fare? Contro che sesso (tra i due realmente esistenti), far combattere un trans che non ha cambiato sesso, ma con forme, protezioni e ormoni femminili?
Contro un uomo e quindi impedirgli la pettorina al seno, o contro una donna e avere in questo caso una disparità di forza fisica?
Come fare se si sceglie di farli combattere con il sesso maschile ad inserirli tra i professionisti? di certo non sarebbe possibile a petto nudo, e nemmeno a volto nudo senza caschetto, nel caso di capelli lunghi e fluttuanti difficili da gestire, ma sarebbe discriminante nei confronti dell'avversario.
La decisione sarebbe ostica, e richiederebbe un intervento delle massime autorità, per decifrare l'enigma.
Non è concempibile negare la possibilità ad un essere umano, facente parte di un sesso innovativo e fino ad oggi ignoto, che si pone tra due classici ormai obsoleti e sorpassati, di praticare a livello agonistico uno sport; dove entrambi i sessi, finalmente, hanno raggiunto le stesse possibilità anche a livello olimpico.
Sarebbe difficile da spiegare e legittimare, ma allo stesso tempo è molto dura anche pensare un modo per regolamentarlo ufficialmente, senza creare disequilibri e confusioni, o sommosse etiche negli animi teneri e timidi che si celano in corpi di pugili duri e violenti ritratti nell'immaginario con espressioni cupe e imbronciate.
Il 3° sesso dunque, del tutto nuovo ed imprevisto in questo ambito dev'essere invece contestualizzato, come fare?
Questa istintiva riflessione di fine giugno, potrebbe divenire un teorema per molti ambiti, in quanto ora più che mai è giusto fare i conti con un sesso che non esiste in natura, che non è possibile inserire nei diversi contesti sociali in modo sempre diretto e intuitivo ma che è presente nelle nostre vite.
Un esempio eclatante, di sport ostico in cui entrare a regolamentare questa realtà è di certo la boxe. Ma lo sport in genere, prevede differenti categorie che vanno per sesso. Ed ora, a che regole risponderanno queste persone?
Come venire incontro alle esigenze, di chi ha il desiderio di confrontarsi in questa realtà? Rispettando, d'altro canto, ciò che da sempre è stato l'equilibrio fondamentale della natura e di tutti noi, la storia dell'umanità è stata fatta da due sessi...
Oggi, forse dovremmo incominciare a preventivare altri mondi possibili?
Altre realtà, oltre le consuetudinarie, dove un giorno, avere un trans sul ring significherà che un uomo e una donna, oppure una donna e un uomo, incroceranno i guantoni per la prima volta nella storia.
Una sfida epica, e forse conclusiva!
La lotta dei sessi, il confronto più avvincente e antico di sempre, il sesso più forte contro quello più astuto... i muscoli contro il cervello.
E se fosse il terzo sesso a spuntarla? Un sesso intermedio, con le caratteristiche di entrambi.
Sarebbe una vittoria doppia o addirittura tripla?
Oppure, l'umanità avrebbe concluso un giro completo dell'evoluzione terrestre, e torneremo tutti ad attorno ad un fuoco acceso con le pietre, a lavorare i campi, cibandoci di caccia e pesca.
Senza distinzioni di ruoli o sesso, magari con un minimo di fantasia in meno, ma con più umiltà e valori, per una seconda possibilità di una nuova evoluzione “senza forzature”.




 

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