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Shumenov si prende la rivincita con Campillo in maniera controversa.

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Cambio di mano ai vertici WBA dei mediomassimi.
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Lo scorso agosto ad Astana, in Kazakhstan, molte polemiche scaturirono dal verdetto di decisione a maggioranza che lasciò la corona WBA dei mediomassimi in capo a Gabriel “Chico Guapo” Campillo (19-3), opposto al locale Beibut Shumenov (9-1).

La rivincita, resa indispensabile dalla proteste del clan dello sconfitto a portato al match di questa notte al Hard Rock Hotel & Casino di Las Vegas, che ha visto Shumenov spuntarla con split decision al termine di un confronto estremamente intenso.

Chi sperava che le polemiche avessero fine con il secondo capitolo, rimarrà deluso, perché i cartellini compilati dai due giudici che hanno favorito il kazako sono oggetto di critiche da parte di gran parte di chi ha assistito all’incontro

Oltre al 115-113 di Jerry Roth, quantomeno scusabile, è apparso fuori luogo il 117-111 firmato Patricia Morse Jarman.

La maggior parte degli addetti ai lavori, infatti, si è più o meno schierata con quanto visto da Levi Martinez (117-111 per Campillo), compreso il sito Fightnews.com che optava per il 116-112 e il telecronista della Fox Sports Net, che ha trasmesso il combattimento in diretta, e aveva 8 riprese a 4 in favore del detentore.

Insomma, se il primo incontro è stato controverso, il secondo lo è stato di più.

Come dire dalla padella alla brace.

Per Shumenov, di stanza a Las Vegas, si è trattato di un esordio nella cittadina del Nevada con regalo.

L’affermazione lo consegna alla storia come il mediomassimo più rapido a salire su un trono iridato, ottenendo il risultato alla decima uscita, abbattendo il record appartenente a Michael Spinks, giunto in vetta al 17° confronto nel 1981.

Campillo è sembrato obiettivamente avere la meglio sfruttando le sue lunghe leve e le sue fastidiose e produttive doti da incontrista.

Shumenov ha attaccato costantemente, caricando i colpi e portandoli in maniera poco ordinata, tanto che spesso venivano ammortizzati o parati dal rivale.

Il trentunenne spagnolo ha curato la precisione, martellando il volto del challenger ripresa dopo ripresa.

Anche lui ha avuto i suoi brutti momenti, come nel corso del 5° round, quando un gancio destro gli ha aperto una brutta ferita all’arcata sopracciliare sinistra.

Il momento migliore per il mancino madrileno è invece giunto al 9° tempo, quando un jab ha procurato un taglio sul naso dell’avversario, che ha accusato i colpi ed è stato a lungo in difesa passiva, quasi KO in piedi.

A partire dalla tornata successiva, Shumenov ha recuperato, mostrando il cuore di un leone ed è forse riuscito a farsi preferire negli ultimi minuti, grazie a una superiore attività, a discapito però della precisione.

Dopo l’ultimo suono del gong, “Chico Guapo” ha alzato le braccia in segno di vittoria, mentre il padrone di casa, sempre sostenutissimo, si è diretto verso l’angolo a testa bassa.

Alla lettura del verdetto i fischi sono risuonati nell’arena e persino Shumenov pareva incredulo, salvo poi dichiararsi convinto di aver meritato il successo.

Lo sconfitto, molto pacatamente si è limitato a scrollare le spalle e a dire: “Mi hanno derubato. Voglio un’investigazione sui giudici”.

Dello stesso tenore le dichiarazioni del suo promoter Sampson Lewkowicz, che lunedì farà una protesta ufficiale all’ente WBA e chiederà indagini sulla giudice Patricia.

Ovvia l’ipotesi del terzo episodio, che gli americani chiamano “rubber match”.

Ci sarà giustizia per la Cenerentola pugilistica odierna Campillo?