
Il “Cowboy del lecca-lecca” torna in sella…
Ormai tutti davano Jorge “El Travieso” Arce (53-6-1) per finito e lui, l’eterno ragazzino ribelle, ha stupito tutti cingendosi il capo della vacante corona WBO dei supermosca questa notte al Restaurante Arroyo di Mexico City opposto al non certo trascendentale Angky “Time Bomb” Angkota (23-5).
Quando persino lui stava parlando di imminente ritiro, è giunta la quinta cintura iridata in tre diverse categorie di peso.
Più che la vittoria in sé, che, come già accennato è giunta contro un rivale mediocre, è la maniera imperiosa con la quale l’ha colta.
Il trentenne messicano, infatti, ha mandato in scena una delle migliori performance degli ultimi anni, esibendosi con la tonicità e la verve agonistica che sembrava aver smarrito dopo tantissime battaglie a torso nudo, iniziate con appena a sedici primavere e mezzo.
La prova ha chiarito che Arce, reduce da due opache e deludenti sconfitte nelle ultime tre uscite, ha ancora molto da dare al ring.
Il ventottenne indonesiano che gli era opposto ha cercato di reggere l’onda d’urto, accettando il gioco del rivale, che lo costringeva chiuso in un angolo a scambiare tonnellate di colpi per lunghi tratti del match.
Ad avere la meglio è stato spesso proprio il padrone di casa, particolarmente efficace con i suoi ganci alternati al capo e al corpo.
Ciò gli ha permesso di accumulare un certo vantaggio, che è poi risultato decisivo quando al 7° round, sugli effetti di un involontario scontro di teste, Angkota ha rimediato una bruttissima ferita sul lato destro del volto.
Il medico chiamato all’opera ha decretato l’impossibilità di proseguire per “Time Bomb” e si è così andati alla lettura dei cartellini unanimi.
Due giudici hanno optato per un tondo 60-54, mentre il terzo ha riconosciuto merito alla combattività strenua dell’ospite concedendogli una sconfitta di più stretta misura con un 58-56.
“Stava rallentando”, ha dichiarato nell’immediato dopo-match il trionfatore, “Lo stavo colpendo con tutti i fendenti che potevo. Sapevo che era questione di tempo prima che lo mandassi KO. Se avessimo combattuto ancora, l’avrei messo fuori combattimento”.
In merito all’ipotesi di ritiro, Arce si è subito rimangiato i propositi: “Avevo detto di volermi ritirare, ma ora non lo voglio più. Mi sento benissimo”.
Per lui si parla ora insistentemente di una sfida con Nonito Donaire, detentore WBA ad interim di categoria.
Entrambi, amici fuori dal ring, si sono spesso chiamati in causa e ora l’ipotesi potrebbe realizzarsi, ammesso che il filippino riesca a superare il test del 13 febbraio che lo vede opposto a Gerson Guerrero.
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