NonSoloBoxe

Un paio di giorni fa mi è capitato di vedere in tv la semifinale del Roland Garros tra Sara Errani e Serena Williams, partita  dominata da quest’ultima in lungo ed in largo dimostrando, se ce ne fosse ancora bisogno, che nello sport moderno grazie ad  un’ imbarazzante superiorità atletica e fisica su un avversario/i  meno strutturato fisicamente si possono determinare partite squilibrate  nonostante sulla carta entrambi i contendenti siano tecnicamente e per talento puro dei campioni alla pari, mi pare il caso dell’ Errani nonostante il “cappotto” subito, mentre un ottimo atleta  o un team non baciato dal talento puro, ma dotato di una potenza fisica notevole, può assurgere a vette non pronosticabili alla vigilia facendo leva sulla intensità, sull’ atletismo e sull’ ars agonistica. In sintesi quello che è accaduto in questa edizione della Champions, con i due estremi: il talentuoso, almeno per 7/11 della formazione base  a livelli altissimi, ma ammaccato(come il suo  leader Messi del resto..) Barcellona disintegrato prima atleticamente e poi tecnicamente dal Bayern con un complessivo 7-0 e dall’ altra il Borussia meno dotato di talento calcistico complessivo  ma più affamato e raziocinante tatticamente che elimina l’ennesimo Real deludente( stile ultimo Mou) e per un’ inerzia gli outsider di Dortmund  non realizzano un’ impresa simile a quella del ’97 compiuta nello stadio di Monaco, ma guarda il destino, quando  i loro fratelli maggiori ribaltarono il pronostico che strizzava l’occhio alla Juve detentrice e favorita dal trono  battendola con un secco 3-1.

 Il Borussia attuale è andato vicinissimo a togliere al Bayern Monaco l’ennesima Champions League che la fredda logica, ma non il Calcio,vorrebbe appartenere di diritto da almeno un anno(Chelsea docet). Questo per dire che non mi ha assolutamente meravigliato lo svolgimento della finalissima della Champions League(giunta all’edizione numero 58), andata in scena nell’ “artificioso” teatro del nuovo Wembley ,  che aveva già ospitato Barcellona- Manchester di due anni orsono;  se qualcuno credeva che il Bayern potesse fare il bello ed il cattivo tempo contro i “cugini” teutonici a cui ha inflitto 25(!) punti di distacco in Bundesliga basandosi solo su questo dato non ha saputo leggere in anticipo la partita.

I timori della vigilia, almeno per me,non  erano  quelli di assistere ad un monologo bavarese perché non parliamo di una dream team come il Milan di Sacchi o l’ Ajax di Cruijff (suvvia), ma che le due splendide (pur nelle loro imperfezioni e limiti)  squadre dessero vita ad una finale brutta e fin troppo tattica, conoscendosi appunto fin troppo in campionato: invece è stata una meravigliosa finale tattica tra i due strateghi in panchina e tecnico agonistica  tra i cavalieri e gli scudieri di  Bayern Monaco e Borussia Dortmund, terminata con la soffertissima vittoria dei bavaresi per 2-1; le azioni e i gesti tecnici di quella che passerà alla storia come la più bella finale di Champions League degli anni duemila dal punto di vista tecnico e spettacolare ci riconciliano anche con questo calcio pieno di contraddizioni ma pur  vitale quando ci sono squadre di buon livello, le migliori oggi in Europa.

Quindi non solo in Germania dove i media hanno giustamente celebrato il loro Derby teutonico( ben diverso dal fu derby italico,lo sciatto Milan-Juve finale targata 2003 conclusosi ai rigori dopo 120' di noia) ma in tutta Europa dovremmo essere grati a Bayern e Borussia per averci offerto una gran bella finale. I due team  hanno mostrato un tempo per ciascuna il meglio che possa offrire oggi il calcio,tatticamente ed atleticamente, tuttavia nella prima frazione è stata quasi una  lezione da parte del  calcio “sacchiano-lippiano”  della squadra guidata dal giovane Klopp, un allenatore che fa delle ripartenze nella zona nevralgica  la propria forza, su  quello “totale alla tedesca” imbastito  da Heynckes; il Borussia ha menato le danze  grazie ad un mix di giocatori fisicamente forti e veloci(Subotic su tutti in difesa)agili e volitivi ma capaci di fare filtro a centrocampo(Bender un menzione speciale) mentre in attacco il più tecnico Reus è un partner  ideale per il potente Lewandowski forse il miglior centravanti odierno che giochi in Europa. Ed infatti entrambi creano diversi grattacapi al portiere bavarese Neuer che deve sfoderare un paio di parate notevoli per impedire al Dortmund di passare in vantaggio. Il Borussia costruisce ma è paradossalmente il Bayern ad avere le migliori occasioni nel primo tempo la prima  con il centravanti Mandzukic e, poi con Robben che, però, da ottime posizione o tira addosso al portiere Weidenfeller  in uscita( una volta addirittura in pieno viso!), dimostrando ancora una volta di essere spesso un “tacchino freddo” nelle finali che contano, spesso fuori dal gioco così come il francese Ribery, mentre il laterale Lahm spinge meno del solito sulla fascia. Se fosse boxe ai punti il primo tempo se l’aggiudicherebbero gli outsider del Borussia sul piano del gioco, invece siamo ancora a reti inviolate.

Nella ripresa i bavaresi di Heynckes appaiono più decisi e sfruttando l’evidente calo degli avversari riescono a prendere il sopravvento a centrocampo,e  Ribery pesca un passaggio illuminante per Robben che dopo aver saltato il portiere  in uscita crossa al centro  per Mandzukic che a porta vuota porta in vantaggio i suoi al 60’. Il Bayern paradossalmente si riaddormenta e lascia l’inerzia agli avversari così puntualmente un ingenuo fallo  al 68' del brasiliano Dante reo di una  ginocchiata al petto di Reus, fallo che poteva costare al difensore anche un’ espulsione, costringe l’ottimo Rizzoli a decretare il rigore per il Borussia.. Qualcuno tra i tifosi bavaresi già vede il replay dello scorso anno dopo che  il tiro scagliato con freddezza da Gundogan finisce nella rete di Neuer; con il Chelsea Robben aveva sbagliato il suo rigore decisivo, e la lotteria dei rigori era stata fatale ai bavaresi, ora un altro rigore potrebbe segnare la svolta negativa per Ribery e soci. L’inerzia sembrerebbe in mano agli uomini di Klopp ma ormai i suoi sono quasi kaput fisicamente, proprio come era successo nella semifinale di  Madrid quando negli ultimi 15’ il Real per poco non riusciva a rimontare l’ 1-4 dell’andata mettendo a nudo i limiti di tenuta dello splendido team tedesco. Il Bayern va vicinissimo al nuovo vantaggio ma le ottime parate di Weidenfeller sembrano dover portare il match ai supplementari e la nemesi colpisce ancora i bavaresi  quando l’estremo difensore del Borussia viene superato in dribbling da  Muller ma il suo tiro  a porta vuota viene intercettato dal centrale Subotic che in scivolata salva  sulla linea impedendo al “tacchino freddo”Robben di riscattarsi. Tuttavia le vie del calcio sono infinite e  bastano pochi secondi per infrangere dogmi calcistici e della cabala: 89’  Ribery si fionda  su un pallone che sembra perso ed un  suo tacco smarcante riesce a trovare la deviazione di un avversario ma la palla è preda del  “tacchino freddo” bravo a saltare Hummels in slalom e anticipare Weidenfeller con un leggero tocco che fissa il punteggio sul 2-1  e consegna finalmente agli almanacchi il suo nome( pallone d’oro quasi certo….) e quello del Bayern.

Si conclude così un’ ottima Champions, mentre in Europa League hanno vinto quei “brocconi”, non per me, del Chelsea, guidati da quel Benitez che si appresta a prendersi le sue rivincite(italiane) in quel di Napoli. Mentre il Bayern ripartirà da Guardiola, il quale se sarà intelligente cambierà il minimo( Lewandoski arriverà con Reus?) mentre il Chelsea ricomincerà da Mou( auguri… con Abramovich..). Vedremo già qualcosa nella finale di Supercoppa che opporrà le due squadre fin da subito, entrambe saranno tra le protagoniste della prossima Champions, non date per morto il Barca, il Real con Ancelotti farà sicuramente meno peggio almeno nella Liga. L’ Italia nel bene e nel male sarà solo la Juve, forse Conte cambierà modulo, 4-3-3 o giù di lì, ma se non hai ottimi giocatori alla Robben, Lahm o Ribery ( i campioni sono altra roba…e si chiamano Messi e Cavani) e ti accontenti dei Bonucci, Peluso e Vucinic non basta solo cambiare modulo per tornare ad essere grandi. Higuain e Jovetic sono un buon inizio, il salto di qualità sarebbe Cavani, ed invece oltre il Napoli anche quel che resta del campionato italiano lo perderà. Le milanesi hanno problemi diversi, ma affidarsi a Mazzarri e riaffidarsi ad Allegri mi sembrano due decisioni sagge. Ed intanto si ricomincia a parlare di calcioscommesse, finora si è ripartiti solo dai pesci piccoli, quelli grandi( seppure coinvolti dirattemente o non ad arrangiare  Bari -Treviso e Salernitana-Bari) non sono stati neanche sfiorati: due pesi e due misure, chi vuol capire capisca.

Se mai lo squallido calcio italiano potrà tornare ad essere almeno pari a quello tedesco(però a livello nazionali hanno ancora un inferiority complex, per fortuna) e spagnolo dovrà ripartire da riforme più serie di quelle della politica, salvaguardia dei vivai e riforma dei campionati(basta una serie A a 20  con i verdetti già scritti un mese prima la conclusione del torneo): speriamo in Prandelli e nei suoi, dovranno fare un mezzo miracolo per essere competitivi nella  Confederation e soprattutto ai prossimi  Mondiali. Già far meglio dell’ ultimo Lippi sarebbe un successo, non è una provocazione, purtroppo.

Le migliori squadre in Champions dal '93 ad oggi in una personalissima classifica, cito il tecnico o il periodo di riferimento :

Barcellona di Guardiola

Milan di Capello

Manchester di Ferguson

Milan di Ancelotti

Real Madrid di Del Bosque

Ajax di Van Gaal

Juve di Lippi('96-'98)

Inter di Mourinho

Bayern Monaco di Heynckes

Liverpool di Benitez e Chelsea degli ultimi 5 anni