Si è svolto sabato 19 giugno, il "The memorial" dedicato all'amico Marco Incannova tragicamente scomparso l'anno scorso in un incidente d'auto.

Il gala, organizzato dalla University of Fighting e dalla Fight Evolution, ha avuto come cornice il Pala Carraro di Milano.
Atleti emergenti e più esperti hanno avuto la possibilità di fronteggiarsi. C'era chi più spavaldo si è aggiudicato una vittoria che mai avrebbe ceduto, chi senza respiro ha fissato gli occhi dell'avversario ignaro di vedere un timore riflesso, chi ha dato tutto e ricevuto meno di ciò che voleva, chi ha gridato e chi ha gioito, chi ha riso e chi ha forse omesso un dolore fisico pur di battersi. Molte storie ed emozioni si sono incrociate nella giornata di sabato. Diverse situazioni unite da un unico grande amore: il combattimento.
Dal primo pomeriggio si sono alternati sul ring e sul tatami atleti provenienti dalle varie realtà sportive della provincia di Milano e del circuito delle arti marziali, nazionale e non.
Alle 20.30 dopo i bei match regalati al pubblico, da chi ha gareggiato a contatto leggero, il gala ha avuto inizio e l'attenzione si è definitivamente spostata solo tra le sedici corde, per gli incontri a contatto pieno.
Tra i match più attesi della serata quelli di mma sulla lunghezza delle 2 riprese da 5 minuti, degli italiani Alex Celotto e Fabio Ambrosini contro gli sloveni Ramdedovic e Demic.

Il match che decreta la bellissima vittoria di Alex finisce pochi minuti dopo l'inizio della seconda ripresa, con la mano dello sloveno che batte sul tappeto in segno di resa. La serata prosegue con l'inattesa sconfitta di un eccellente Fabio Ambrosini, al suo primo match di mma..L'atleta, detentore del titolo europeo di shoot-boxe, ha dimostrato la sua superiorità tecnico-tattica rispetto allo sfidante Demic, fin dall'inizio della ripresa, non conclusa e persa per strangolamento.

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La grande prestazione di Fabio, per il suo match di esordio, nelle arti marziali miste, ha soddisfatto comunque il pubblico e il suo allenatore Boris Viale anche se ha lasciato l'amaro in bocca questa sconfitta che non doveva e non sembrava esser tale.
Demic batte Ambrosini per strangolamento
Ricca ed emozionante quindi la scaletta della serata. Di seguito il resoconto dei match.
Kick Boxing 3x2:
-Piardi vince su Fortezza atleta del maestro Zanotti
-Barco della scuola Ludusmagnum perde con Boella del Team Ligorio Academy, per KOT
-Pareggiano invece Cellamare e Galli ripsettivamente Ludusmagnum e Bandini
-Messina con all'angolo Max Greco della University of fighting, trionfa per decisione unanime, su Fraccascia atleta di Bandini
-Mammadov atleta del maestro Corsari perde contro Belsanti della Ligorio Academy
K1 3x2:
-Giunta fighter di Boris Viale vince per KO su Avanzo del Team Bandini
-De Carlo batte Signoritti (Tean Ligorio) per KOT
Savate 5x2:
-Bergomi della University of fighting perde contro Bondi del Team Zanotti
Nota di merito alla diciassettenne kick boxer Gilda Domi, atleta di Emanuele Genovesi della “Fight in progress” di Vercelli, al suo primo incontro senza paratibie.
da sinistra Domi vs Locatelli
Domi, Genovesi, Viale
La serata si è conclusa con l'assegnazione di targhe, da parte del “Master” Claudio Alberton della University of fighting.
Premiati: Celotto e Max Greco, per l'impegno e la presenza nei riguardi della riuscitissima manifestazione.
Claudio Alberton da “Padrone di Casa” ha ringraziato coloro che hanno preso parte al gala, omettendo inutili polemiche nei confronti di presunti amici, sottolineando l'amicizia che invece han dimostrato i partecipanti all'evento, che siano stati fuori o dentro al ring!
Il sorriso di Marco è stato ricordato dalle parole dei suoi arditi amici, dalle gesta dei suoi amici combattenti, delle vittorie dedicate a lui, dalle persone che l'hanno vissuto.
Nella giornata di sabato, lo sport ha onorato un amico, ha evidenziato i legami e fatto emergere lealtà e passione.
La giornata di sabato ha dato dimostrazione di come il sangue brucia ogni giorno dentro un guerriero, come il fuoco della rivalsa sia sempre acceso e vada alimentato.
Testo e Foto di Valentina Zarlenga.
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