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Danny Garcia distrugge Khan e diventa il dominatore dei superleggeri

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Garcia Khan ko

Dopo un buon inizio l’inglese è stato contato tre volte e dichiarato “out”

 

 

La dura legge del ring e quello che può succedere solo in uno sport bellissimo come il nostro si è verificato questa notte nel main event della riunione del Mandaly Bay di Las Vegas, dove il netto favorito Amir Khan è stato fermato per TKO alla 4^ ripresa dall’imbattuto 24enne di Filadelfia Danny “Swift” Garcia. Il risultato è forse una della sorprese maggiori di questa prima parte del 2012, ed è arrivato in modo giusto e senza recriminazioni.

Questa la cronaca del match: Khan si è fatto preferire nelle prime due riprese, quando ha saputo andare a segno in particolare con la velocità del jab e del destro dritto. Garcia era bravo nei casi in cui l’inglese non rientrava subito in guardia a contrarlo di rimessa con alcuni colpi che avevano tempismo e potenza. Troppo basso un montante di Garcia sul finire della 1° ripresa e l’americano veniva ammonito da Kenny Bayless. Confronto che si accendeva nella 2°, con Garcia che metteva un paio di ganci pesanti ma era ancora Khan a fare di meglio con la velocità e il maggiore numero di colpi a segno. Tuttavia il pugile di Filadelfia, segnato sopra l’occhio destro, dava l’impressione di non aver nessun timore reverenziale e di voler rispondere colpo su colpo. Incredibile nella 3° ripresa. Sul finire di un buon round, Garcia metteva a sedere Khan con un colpo simile a quello che mise a terra Morales nel match precedente, un bellissimo gancio sinistro d’incontro sul destro a vuoto dell’avversario. Mandalay Bay tutto in piedi e con il fiato sospeso.

Khan (28-3, 18 KO) si rialzava sorpreso e traballante ma riusciva a resistere fino alla campana. La ripresa, fino a quel momento incerta e combattuta, si chiudeva quindi sul 10-8 per il campione WBC. Nel recupero l’allievo di Roach rispondeva con sicurezza alle domande dei secondi sul suo stato, ma l’espressione lasciva trapelare il momento difficile. Fiutando il colpaccio, Garcia (24-0, 15 KO) usciva forte dall’angolo, pressando l’avversario in fuga lungo le corde e costringendolo a poggiare i guantoni a terra per restare in piedi in seguito a due destri pesanti: secondo conteggio per l’inglese. Un Khan a questo punto frustrato e conscio che fuggire sarebbe stato inutile si metteva a scambiare con coraggio e rabbia a centro ring, ma la determinazione e la mano pesante dell’americano sembravano poter essere decisive in qualsiasi momento. Il terzo conteggio arrivava in seguito a una combinazione a segno solo in parte, che sbilanciava un Khan ormai esausto e in precario equilibrio. L’inglese si rialzava al sette e rispondeva meccanicamente all’arbitro di voler continuare, ma dopo avergli fatto fare un passo e guardato negli occhi Bayless decideva che poteva bastare così, con 32 secondi alla fine del round.

Per dare l’idea della sorpresa, in un sondaggio fatto su 21 tecnici e addetti ai lavori intervistati sul pronostico, l’unico a dare la vittoria a Garcia era stato Josesito Lopez, amico e compagno di sparring di Garcia che lo premiava solo “per simpatia”.

La sconfitta ridimensiona Khan molto più di quella controversa subita a dicembre contro Peterson. A Washington difatti ci si mise, oltre al doping dell’americano, anche l’arbitro e uno strano siparietto dalle parti di un giudice per il quale è stata aperta un’indagine.

In questo caso sono tornati semplicemente a galla i limiti di un ragazzo molto bravo ma che manca di un ingrediente fondamentale per un campione, quello di saper incassare i colpi e di recuperare in fretta da un atterramento. Il passaggio nei welter avverrà forse in ogni caso, salvo nel caso di una ipotetica e affascinante rivincita con Garcia. Di certo il troppo sbandierato match contro Mayweather questa notte è svanito nel nulla.

Garcia ha invece dimostrato di avere, oltre al buon pugno e al tempismo dell’incontrista, un grande carattere. Fuori dal ring è un ragazzo quasi timido che sorride e parla poco, sul ring invece è in grado di incassare colpi pesanti e mettere un cuore sorprendente. Questa notte ha riunificato le cinture WBC e WBA delle 140 libbre, e oggi merita di essere il nome più importante della categoria.

Nel resto della riunione ottimo risultato per Phil Lo Greco, che ottiene una buona vittoria dopo poco più di un minuto della prima ripresa. Ci si aspettava qualcosa di più dal suo rivale Brandon Hoskins (16-2-1, 8 KO), ma a quanto pare la sonante lezione incassata a maggio da Thurman deve averlo segnato più del previsto visto che non tiene più un colpo. Lo Greco (24-0, 13 KO) ha preso subito il centro del ring. Ben chiuso in guardia, ha bloccato alcuni colpi del rivale prima di lasciar partire un corto gancio sinistro che ha spedito Hoskins al tappeto. L’americano si rialzava subito ma la stessa scena si ripeteva pochi secondi dopo. L’arbitro Jay Nady concedeva all’americano la terza chance ma doveva fermare il confronto subito dopo in virtù di un preciso uno-due di Lo Greco. Vittoria lampo, quindi, e ottenuta in una vetrina importante come il Mandalay Bay che sarà utile a “The Italian Sensation” per farsi conoscere negli States.

(Marco Bratusch)




 

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