Vittorie per Murat ed Helenius.
Come volevasi dimostrare.
Era del resto ampiamente previsto che Sebastian Sylvester (33-3, 16 K.O.) avrebbe passeggiato nella difesa del titolo IBF dei pesi medi contro lo statunitense Billy Lyell (21-8, 4 K.O.) che con Kelly Pavlik condivide la città e l'allenatore ma non certo la consistenza pugilistica. Lyell sostituiva lo spagnolo Pablo Navascues, squalificato per doping, e ha fatto ciò che ha potuto, cioè veramente poco. Braccia corte, fisico non certo statuario, pugno leggerissimo, Lyell ha avuto la meglio qua e là in qualche scambio ma ha perso nove riprese filate per poi cedere all'inizio della decima.
(Sylvester colpisce duro Lyell - Foto Sauerland)
Sylvester lo ha infatti inquadrato presto e l'impressione è che o non abbia voluto correre il minimo rischio o abbia allungato un po' il brodo prima di chiudere i conti. Ha combattuto infatti portando diretti isolati correndo rischi solo negli scontri delle teste troppo ravvicinate accontentandosi di insanguinare il volto dell'avversario. Avversario che all'inizio della decima ripresa ha sentito un primo destro dando l'impressione di non averne più. Impressione che Sylvester faceva questa volta sua avventandoglisi contro. Un altro destro al volto era il preludio dell'asciugamani agitato dal'angolo di Lelly e dello stop dell'arbitro. Resta da chiedersi a cosa servano match così a uno pomposamente chiamato "welt meister", ossia campione del mondo e non c'è affatto da credere che Navascues avrebbe potuto fare meglio di Lyell.
Stessa previsione avevamo fatto per il match fra i mediomassimi Karo Murat 21-0, 13 K.O.) e Sean Corbin (13-2, 9 K.O.), uno sconosciuto pescato dalla Guyana via Trinidad & Tobago e anche questa si è avverata senza che noi si debba essere grandi vaticinatori. Corbin ha un fisico molto bello, movimenti armoniosi, ma non è un pugile da essere presentato in contesto televisivo come avvenuto a Neu Brandeburg. Come Murat ha accelerato nel secondo round e ha messo un gancio sinistro al volto la musica è finita per Corbin, atterrato due volte e poi pietosamente fermato dall'arbitro.
Una discreta impressione ha destato il 27enne superwelter locale Nick Klappert (12-0, 8 K.O.) che ha battuto il collaudatore ungherese Janos Petrovics (18-32, 8 K.O.) , uno che di solito perde ai punti dappertutto e prima del limite solo dai migliori avversari incontrati. In questo Klappert deve essere contento perché lui ha vinto per K.O.T al 3° round quando con un gancio destro ha messo giù Petrovics. Quest'ultimo, ben noto ospite dei nostri ring, si è sì rialzato ma ha manifestato tale voglia di continuare che l'arbitro l'ha dichiarato sconfitto. Eppure Petrovics ha il nomignolo "Guerrero"...
Che il medio tedesco di origine kazaka Juergen Doberstein (8-1-1, 2 K.O.), 20enne già battuto da Stefano Loriga, avesse davvero vinto contro il marocchino d'Italia Abdelouahed Ben Lelly (6-10, 2 K.O.) è materia di opinioni. Quella di chi scrive è che Ben Lelly, pur alla fine di un match brutto e con ben poca boxe, meritasse almeno il pari, e sottolineiamo il forse. Doberstein sarà anche giovane ma la stoffa è poca ed ha la capacità di infilarsi sui colpi avversari con buona facilità. Ben Lelly ha abbozzato con un sorrisino. Tanto sa che perdere in fondo gli conviene, magari lo richiamano, se vince è assai meno probabile.
Rimane da dire che il colpo della serata lo ha fatto il massimo svedese Robert Helenius (11-0, 7 K.O.) che ha battuto per K.O.T all'8° round un Lamon Brewster (35-6, 30 K.O.) che farebbe bene a lasciar perdere, ormai. Ne va della sua salute, mentre Helenius forse qualcosa da dire nell'attuale panorama dei massimi ce l'ha.
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