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Stanotte torna Glen Johnson contro Yusaf Mack

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L'asso  cubano Rigondeaux nel sottoclou.johnson_glen


Se c'è un pugile che ha sette vite come i gatti questo è Glen Johnson. Il 41enne mediomassimo giamaicano da tempo residente in Florida ed ex campione del mondo della categoria pareva definitivamente messo in un angolo dopo che la tanto richiesta rivincita con Chad Dowson si era rivelata un buco nell'acqua. Johnson, che contestava il verdetto del primo match, ne uscì strabattuto, ben aldilà dei punteggi dei giudici e per la verità sembrò che il tempo avesse infine, come prima o poi avviene per tutti, avuto ragione di lui. Ma Johnson (49-13-2, 33 K.O.) si è rialzato molte altre volte da vari rovesci, anche se quelli erano stati causati più che altro da giudici di parte in una carriera che ha visto così spesso il pugile visitare i paesi dei suoi avversari. Ora improvvisamente gli si presenta l'occasione di imporre la sua presenza ancora per un po' affrontando in una eliminatoria per il titolo di sigla IBF il 30enne di Filadelfia, ora residente a New York, Yusaf Mack (28-2-2, 17 K.O.), e lo fa a Fort  Lauderdale, nella sua Florida, non nel cortile dell'altro. Johnson è un pugile il cui futuro ingresso nella Hall of Fame non è per niente certo, nonostante le sue vittorie su Antonio Tarver e soprattutto Roy Jones, ma è un pugile di ottimo livello tecnico e sempre preparatissimo. Non è un mostro di potenza ma sa fare male, ed è un eccellente incassatore. Yusaf Mack è stato, come del resto Johnson, un supermedio, ma limiti di tenuta (sconfitte prima del limite con Berrio e Andrade) ne hanno bloccato l'ascesa.  Passato fra i mediomassimi, al secondo incontro ha conquistato il titolo Nordamericano ma il passo importante è stato una vittoria contro Chris Henry ottenuta per split decision ma, secondo chi scrive, del tutto meritata. Si tratta di un pugile di buon livello che però sarebbe sfavorito se Glen Johnson saprà dimostrarsi ancora più forte degli anni che passano.
La vera attrazione del sottoclou è il 29enne mancino cubano Guillermo Rigondeaux (4-0, 3 K.O.), un supergallo che da dilettante fra i gallo ha vinto tutto quello che c'era da vincere, e più volte. Scappato da Cuba e approdato nella comunità cubana di Miami, Rigondeaux intende bruciare le tappe fra i professionisti. Pugile dalla velocità abbagliante con la tendenza a compiacersi un po' troppo della propria straripante bravura, Rigondeaux affronta il 30enne messicano Adolfo Landeros (20-12-1, 9 K.O.) che sarà già molto se udrà la campana finale.
Interessante lo scontro fra i pesi welter Ed Paredes (23-3-1, 14 k.O.) e Joey Hernandez (15-0-1, 8 K.O.), anche perché si tratta della rivincita di un match che ha segnato l'unico pareggio della carriera di entrambi. Hernandez è un 25enne mancino di belle speranze mentre Paredes è un 24enne della Florida di buona caratura.
Il resto del programma è una specie di festival cubano, cosa che in Florida ha sempre il suo effetto a livello pubblico. 
Il superwelter mancino Yudel Johnson (4-0, 2 K.O.) , 28enne medaglia d'argento alle Olimpiadi ateniesi del 2004 fra i superleggeri,  affronta il 33enne dominicano Dorian Beaupierre (12-5-2, 6 K.O.) che torna a combattere dopo ben 4 anni, mentre il 29enne mediomassimo Yordanis Despaigne (4-0, 3 K.O.) avrà di fronte l'esperto collaudatore Demetrius Davis (19-18-5, 7 K.O.), 40enne sconfitto negli ultimi 4 incontri.
Sul ring anche altre due cubani: il cruiser Yunier Dorticos (2-0, 2 K.O.) e il piuma Yoandris Salinas (1-0, 0 K.O.).




 

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