Molto atteso in Messico il "re del Ko".Abregu-Gutierrez nel sottoclou.
Un pugile campione di sigla con un record di 26-0 con 26 K.O. è qualcosa da Guinness dei primati, soprattutto se questo pugile è campione di sigla e non si è costruito il record al torneo rionale. Il pugile in questione è il 28enne venezuelano Edwin Valero, forse il più spaventoso picchiatore in circolazione per i ring. E' vero, Valero non è mai arrivato a concludere un incontro ai punti ma è anche vero che il livello dei suoi avversari può considerarsi mediamente buono ma non trascendentale. Campione di sigla dapprima per la WBA fra isuperpiuma e ora per il WBC fra i leggeri, Valero, che ha svolto buona parte della sua attività in Giappone, non è del tutto responsabile per non avere avuto il lancio che ci si potrebbe aspettare nel paese che più di ogni altro poteva offrirgli fama e guadagni degni con avversari importanti, cioè gli Stati Uniti. Lo ripetiamo per chi non lo sapesse già, ma Valero ha problemi a farsi rilasciare la licenza nei più importanti stati pugilistici dell'unione a causa di un incidente di moto che costrinse un neurochirurgo ad aprirgli la scatola cranica per alleviare la pressione di un ematoma sul cervello. Esistono due modi per chiudere aperture del genere, o usare una placca di metallo o no, richiudendo la ferita e lasciando spazio a una rimarginazione naturale . Questo secondo caso è quello di Valero, ma significa anche che quella parte è molto indebolita e potrebbe presentare grossi problemi in caso di ulteriore urto. In Italia Valero, per fare un esempio, nemmeno potrebbe avvicinarsi a una commissione medica. Non è il caso qui di discutere sulla liceità di un pugile a rischiare sotto propria responsabilità pur di svolgere la propria attività, resta il fatto che il venezuelano le grandi arene della boxe non le può frequentare. Alle doti di potenza Valero unisce la difficoltà, per gli avversari, del suo stile mancino, e la valutazione sulle sue reali capacità tecniche è sempre stata rimandata.
Una risposta dovremmo averla stanotte nell'Arena di Monterrey, Messico, dove Valero difenderà il suo titolo contro l'avversario più difficile della sua carriera. Si tratta del 24enne messicano Antonio De Marco (23-1-1, 17 K.O.), che invece i ring statunitensi li ha frequentati con successo fino a pervenire al titolo ad interim del WBC. Lasciando perdere che senso abbia, anche letteralmente, un titolo "ad interim" in presenza di un titolare in carica, De Marco è senza dubbio un pugile di qualità, è mancino anch'egli ma soprattutto è diverso nel modo di combattere rispetto a Valero. Abbastanza atipico a voler seguire il clichè dei pugili messicani, De Marco è infatti uno che quasi mai prende per primo l'iniziativa. Lascia apparentemente all'avversario il compito di dettare il ritmo, ma è in grado di alzarlo immediatamente se l'altro glielo impone. Ha una ottima mobilità e padronanza di tutti i colpi, fa abbastanza male, è concentratissimo e abile nel gioco d'incontro, e se l'avversario è in difficoltà diventa spietato. Certo anche De Marco non ha mai incontrato un avversario come Valero e dovrà stare molto attento a partire in modo da poter contrastare il prevedibile assalto del venezuelano. E' possibile che ne esca un match scintillante.
Nel sottoclou troviamo un altro picchiatore, il welter argentino Luis Carlos Abregu (28-0, 23 K.O.), 27enne che nelle sue più recenti esperienze ha messo in mostra tutta la sua combattività e la sua potenza ma anche una difesa non certo perfetta. Il suo avversario sarà il 31enne colombiano Richard Gutierrez (24-3-1, 14 K.O.) , un pugile che contro i migliori non è mai riuscito a fare il salto di qualità.
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