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Adamek stenta contro Estrada.IL VIDEO

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Passo incerto per il “nuovo” contender dei pesi massimi.
AdamekEstradaNjcom


Se si dovesse valutare da questa notte il futuro di Tomasz “Goral” Adamek (40-1) nella sua nuova categoria dei pesi massimi, non ci sarebbe spazio per lodi.

Infatti, sul ring amico del Prudential Center di Newark, il polacco non ha brillato nella sua sfida con Jason “Big Six” Estrada (16-3), terminata con una decisione unanime che porta con sé qualche critica e che gli ha permesso di conservare la corona IBF International.

In quello che è stato il suo secondo combattimento tra i giganti e primo vero test nel nuovo ambiente, l’iridato tra mediomassimi e cruiser ha evidenziato pecche la cui rilevanza ci sarà definita solo dal tempo.

Si è trattato di un confronto molto intenso e difficile da valutare, con riprese equilibrate, e i giudici hanno preferito tutti Adamek con punteggi di 115-113, 116-112 e un 118-110 fuori luogo a firma di Larry Layton.

La stragrande maggioranza dei 10,123 presenti erano sostenitori del trentatreenne di stanza nel New Jersey, ma anche loro al termine della contesa erano incerti sulla sue reale predominanza.

Il combattimento ha visto Estrada tenere in mano le redini dell’iniziativa, cercando la corta distanza e portando le combinazioni apparentemente più efficaci.

Adamek ha preferito boxare in scioltezza, non caricando mai i fendenti ed esplodendone un gran numero.

Per il resto ha cercato di sfruttare il superiore allungo, muovendosi per il quadrato senza dare troppa continuità alle azioni.

La sua difesa, così come è sempre stato sin dai tempi della sua militanza tra i mediomassimi, ha evidenziato notevoli falle, rese più palesi dalla notevole rapidità d’esecuzione dell’olimpionico ad Atene 2004.

“Goral” è apparso poco a suo agio con la massa di muscoli costruita nell’arco di pochi mesi e resta da valutare se quest’effetto passerà con il tempo.

Per il momento siamo di fronte ad un massimo di struttura fisica non certo imponente che ha perso molta della sua velocità e soprattutto dello scatto nei suoi colpi, smarrendo anche parte dell’efficacia che gli apparteneva.

A sua parziale giustifica, ha lui stesso dichiarato di essere stato agli ordini del suo trainer Andrzej Gmitruk, che dall’angolo lo tratteneva dal correre rischi e dal forzare i tempi.

“Ero preparato per i 12 round e molto presto nel match ho capito che ci saremmo arrivati”, ha detto il trionfatore, “Così ho dovuto conservare più energia ed essere meno aggressivo che nei miei combattimenti precedenti”.

Vanno riconosciuti anche i meriti di “Big Six”, presentatosi tra le sedici corde in ottime condizioni.

I 107 kg accusati sulla bilancia sono il peso più basso mai fatto registrare dal talentuoso Estrada, sempre accusato di non amare gli allenamenti.

I risultati di questo tanto atteso impegno in palestra ha subito dato i suoi frutti, donandoci un elemento ben più competitivo di quello arrendevole e poco propositivo visto per esempio qualche mese fa in Germania contro Povetkin.

Anche se la scarsa potenza presente nei suoi pugni è un limite insormontabile nella categoria dei colossi, questo lo rende comunque pugile di buon pregio, che nell’occasione ha saputo anche ricoprire a meraviglia il ruolo del cattivo, levando le braccia al termine delle tornate e rivolgendosi alla folla ostile con modi baldanzosi.

Dopo l’incontro l’attendista del Rhode Island si è detto scandalizzato dal verdetto, dichiarando: “Se tutti fossero completamente onesti con loro stessi, ammetterebbero che sono stato derubato. Sono stato fregato. Avrei potuto avere una pistola puntata dietro la testa. Al massimo do ad Adamek tre round su dodici. Penso veramente che l’ultimo giudice non deva più giudicare. Sono arrabbiato. Mi sono allenato duramente quanto non ho mai fatto”.

Per quanto riguarda Adamek, i suoi progetti proseguono come da programma.

“Sto provando a dimostrare che posso essere campione del mondo nella mia nuova categoria”, ha sottolineato ancora.

Per il momento, il prossimo passo sembra essere quella del 24 aprile contro Chris “The Nightmare” Arreola, in quella che potrebbe essere una semifinale mondiale, trasmessa dalla potente HBO.




 

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