
Il brocardo latino “Talis pater, talis filius” non sempre si rivela corretto.
Soprattutto nel mondo della boxe abbiamo molti esempi di figli d’arte che nemmeno si avvicinano alla grandezza fra le sedici corde dell’illustre padre.
Wilfredo “WV2” Vazquez Jr (18-0-1) ha ancora molto da dimostrare se vorrà assestarsi ai livelli del genitore, ma quantomeno questa notte ha fatto un deciso passo in quella direzione.
Il venticinquenne portoricano, sul ring amico del Coliseo Ruben Rodriguez di Bayamon, ha piegato per KO al 4° round Marvin “Marvelous” Sonsona (14-1-1), con in palio la vacante corona WBO dei supergallo.
In molti non credevano più nelle sue reali capacità, dopo averlo visto soffrire ben più del lecito contro il mediocre Jorge Cardenas nel dicembre 2007.
In quell’occasione “WV2” denotò ben poca personalità, spendendo l’intero incontro bersagliato sulle corde, senza nessuna idea utile per uscire dalla scomoda situazione.
Ne è passata molta di proverbiale acqua sotto i ponti e quello visto sul quadrato questa notte è un Vazquez degno del cognome che porta, con determinazione, classe ed efficacia.
Di fronte a sé aveva un diciannovenne dall’aspetto consono alla sua età, ma che malissimo avrebbe fatto a sottovalutare.
Infatti l’imbattuto filippino sulla stuoia ci sa fare e l’ha già dimostrato , nonostante la breve militanza a torso nudo, conquistando il titolo WBO tra i supermosca.
Dopo l’impossibilità di rientrare nei limiti di peso di categoria, avvenuta all’ultima uscita di novembre, il guardia destra ha deciso di salire di ben due division, commettendo un errore che si è rivelato fatale.
Palese la differenza fisica con il rivale, tra l’altro un supergallo compatto , ma dalle lunghe leve.
Troppo etereo e poco consistente il suo fuoco di sbarramento, con i problemi amplificati da una difesa non certo impermeabile.
Solo il 1° assalto si è rivelato piuttosto equilibrato e combattuto, con Sonsona, più veloce di braccia, a cercare di controllare l’azione con il jab, senza però ancora azzardarsi in un’iniziativa offensiva.
Vazquez, senza alcuna fretta, si è limitato ad avanzare a piccoli passi, cercando di trovare la distanza a lui più congeniale.
L’ospite ha preferito il lavoro al bersaglio grosso, mentre il beniamino locale si è fatto notare con un gancio sinistro al volto di un certo peso.
Nella seconda ripresa il figlio d’arte ha preso in mano le redini del match, premendo sull’acceleratore della sua offensiva e costringendo più volte l’avversario alle corde.
Da tale posizione Sonsona ha cercato di sottrarsi più volte, ma non è mai sembrato in grado di opporre una risposta costruttiva che potesse allentare la pressione.
Al termine del tempo sotto l’occhio sinistro di “Marvelous” già si vedevano i primi segni del martellamento altrui.
Perfettamente esemplificativa di ciò che stava maturando è stata la terza tornata, con il già iridato a stazionare spesso nei pressi delle corde, oggetto di una demolizione cinica e senza sosta da parte di Vazquez Jr.
Chiuso fra le mani, Sonsona è stato bersaglio di un pregevole e inarrestabile fuoco offensivo al corpo.
L’epilogo è giunto al 4° round in una situazione simile, quando il filippino è entrato in crisi su un sinistro al corpo doppiato da un destro che gli ha scosso vistosamente il capo.
Capitalizzando con il killer instinct del campione, Vazquez ha piazzato un gancio destro al fegato che ha fatto piombare l’avversario al tappeto, senza possibilità di tornare in piedi.
Inizialmente reclamando per un colpo basso che non stava né in cielo né in terra, Sonsona non è riuscita a rialzarsi prima che l’arbitro Luis Pabon raggiungesse il fatidico “ten”a due minuti e un secondo dall’inizio della ripresa.
Il trionfatore nell’immediato dopo-match si è complimentato con lo sconfitto e si è detto interessato a scalare le vette di categoria, senza però citare nessun nome illustre.
Per quanto riguarda l’eredità del padre da raccogliere, è sicuramente ancora troppo presto per paragonare il ragazzo ad un uomo che fra il 1987 al 1998 ha conquistato tre titoli planetarie in altrettante categorie di peso.
Per il momento il figlio è in vantaggio, essendo salito su un trono mondiale a venticinque primavere compiute, con due anni d’anticipo rispetto al genitore.
Nel sottoclou, Jonathan “Polvo” Quando (18-2) ha fatto suo il vacante WBO Latino dei supergallo, superando con decisione unanime Jose Angel “Pepe” Beranza (32-17-2), con cartellini di 118-108, 114-112 e 117-109.
Il portoricano aveva già sconfitto il messicano nell’ottobre del 2008.
Nel restante cartellone in azione tre membri della nazionale portoricana alle Olimpiadi di Pechino 2008.
Particolare attenzione puntata sull’esordio dei gemelli Arroyo, visti in azione ai campionati mondiali dilettantistici di Milano dello scorso settembre.
McWilliams, oro iridato tra i mosca, si è sbarazzato in soli 106 secondi di Eliecer Sanchez (0-1), messo KO e rimasto sul tappeto diversi minuti.
Ha impiegato poco di più il gallo McJoe (0-1) che ha atterrato Giovanni Rivera (0-3) in avvio, per poi chiudere con un KO a 25 secondi dall’inizio del 2° round.
Il gigantesco cruiser Carlos Negron (8-0) al 1° round ha fatto assaggiare tre volte la stuoia a Rudy Ashworth (5-8), l’ultima delle quali definitiva, facendo scaturire il KO.
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