Un mito dell'Hard Rock intervistato a Londra da Ezio Prapotnich
Esclusiva da Londra
( Copyright foto Ezio Prapotnich)
Nella foto ,Ezio, mostra il tatuaggio di Phil Anselmo(a dex) sulla spalla.
Ipotizziamo che dentro di te ci sia il potenziale per essere un raggio di luce, ma che tu sia nato in un posto dove fa sempre buio e che per tutta la tua vita tu abbia sentito la mancanza di qualcosa che non avevi gli strumenti per definire. Immaginiamo che un giorno tu abbia sentito un suono, una voce, che sembrava parlarti direttamente ed in grado di esprimere sensazioni che hai sempre avuto ma non riuscivi a spiegare. Assumiamo che quella voce abbia cambiato la tua vita per sempre e ti abbia indirizzato sul cammino che ti ha portato dove sei oggi. Molti anni dopo, quella stessa voce sta discutendo proprio di fronte a te dell’altra grande passione che hai nella vita: il pugilato.
Philip Anselmo e’ una vera icona della musica metal. Meglio conosciuto come il cantante di gruppi essenziali come Pantera e Down, Phil e’anche un esperto e appassionato di boxe, nonche’ grande amico e sostenitore
BOXERINGWEB: Come e quando hai sviluppato un interesse nel pugilato?
PHIL ANSELMO: Ero un bambino all’epoca. Uno dei primi ricordi pugilistici che ho e’ l’incontro tra Larry Holmes e Gerry Cooney, ma prima ancora c’era un canale chiamato ABC che trasmetteva i primissimi incontri di Marvin Hagler. E’ stato mio padre a influenzarmi e a insegnarmi la postura e le fondamenta.
PA: L’ho provato la prima
PA: Dunque, il mio peso oscilla tra Super Medi e Medio Massimi. Mi definisco a meta’ tra un boxer e un picchiatore. Direi che Roberto Duran e’ un buon esempio, dal punto di vista dell’aggressivita’, e Joe Calzaghe pure, per la sua abilita’ di improvvisare, adattarsi, e per il modo in cui seguiva il jab immediatamente col gancio destro. Non sono mancino come lui, ma riesco a fare l’equivalente col sinistro.
PA: Certo. Quando cantavo coi Pantera, per esempio, i concerti erano molto duri dal punto di vista fisico e imprevedibili. Quando suono dal vivo, cerco di stabilire piu’ contatto possible col pubblico. Alla prima canzone cominci a notare una o due persone nella folla, a fine concerto conosci tutti. Coi Pantera, ogni sera sia la folla che io eravamo piu’ arrabbiati di quella prima. Per reggere un ritmo e un’energia simili, devi essere in buona forma fisica e avere cura di te stesso. Specialmente quando salti sul palco dalla batteria. Lo stesso e’ vero della boxe: se non pratichi il giusto stile di vita, si vede nel ring e puo’ costarti caro.
PA: “Mouth for war”, la prima canzone
PA: Credo che gli incontri truccati siano una tipica espressione della natura umana. L’uomo e’un animale ostile. La civilta’ si e’ sviluppata dal chaos, e le guerre e gli interessi economici sono sempre andati a braccietto. Attraverso la storia, gli uomini hanno girato il mondo alla ricerca di terre da conquistare, soldi, e prestigio. Il pugilato rappresenta la societa’ in scala minore. Riguardo le “sigle” di cui sopra, quante organizzazioni pugilistiche mondiali esistono al momento? 32 o 33? Ognuna segue solo i propri interessi e le proprie regole. Ti sembra giusto che un pugile dopo aver faticato per salire le classifiche e vincere un titolo mondiale, debba dare soldi alla sigla interessata ogni
PA: Impossibile sceglierne uno solo. Nella scena attuale, direi Wladimir Klitschko. E’ intoccabile. Sicuramente uno dei campioni piu’ sottovalutati della storia. Verra’ rivalutato dopo che si sara’ ritirato. Altri nomi che mi vengono in mente: Larry Holmes, Sugar Ray Leonard, Roy Jones Jr, Joe Calzaghe, Rocky Marciano, e Ali.
PA: Anche qui e’ impossibile sceglierne uno solo. Per l’azione, direi Nigel Benn contro Gerald McLellan e sempre Benn contro Michael Watson.
PA: Floyd Mayweather Jr, Manny Pacquiao, and Wladimir Klitschko. Nonito Donaire al quarto posto. Pugili come Vasquez e Rafael Marquez, che scendono dal ring in una maschera di sangue, col volto tumefatto, sono sopravvalutati in mia opinione.
PA: No, l’ho sempre considerato un buon pugile. La sua arma migliore e’ il destro, che scaglia con la stessa naturalezza con cui un uomo qualunque si gratta la testa. Prima fa’ una finta, e si sa che sta per seguire col destro ma e’ talmente veloce che non si puo’ evitarlo. Al di la’ di questo, di solito i migliori sono quelli che sfidano chi e’ considerato meglio di loro.Floyd sceglie sempre la via facile, selezionando esclusivamente avversari piu’ piccolo o piu’ vecchi. Mosley era semplicemente troppo anziano. E poi, talento a parte, e’ una persona sgradevole e si fa odiare per le cose che dice
Al contrario, Phil Anselmo dal vivo e’ una persona gradevole e molto intelligente che speriamo di rivedere presto. Magari bordo ring.
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