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Alexander batte Kotelnik con un verdetto discutibile e discusso.

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L'ucraino non meritava la sconfitta.Alexander_destra_kotelnik_copy



Vincere in trasferta non è mai stato facile nel pugilato, nemmeno negli Stati Uniti degli ultimi anni, paese molto più abbordabile di altri da questo punto di vista, soprattutto se poi vai a combattere nel giardino della casa del tuo avversario. Intendiamoci, in un match talmente equilibrato come quello fra il campione di sigla IBF e WBC dei superleggeri Devon Alexander (21-0, 13 K.O.) e il suo sfidante ucraino Andriy Kotelnik (31-4-1, 13 K.O.) ci può anche scappare un risicato verdetto per il padrone di casa ma i 4 punti che i signori Jerry Roth, Oren Shellenberger, e Denny Nelson hanno visto con il loro 116-112 sono un insulto al buon senso senza parlare del ridicolo punteggio del commentatore addetto allo score della HBO. Insulto al buon senso che permette a Kotelnik di alzare alti lai mentre un bel pari avrebbe fotografato meglio l'andamento di uno dei match più belli e competitivi di questo 2010.
Alexander è un ragazzo giovane, 23 anni, con un jab destro (il pugile di Saint Louis è mancino) che è uno sparo e grande mobilità e varietà di colpi e ha provato a impadronirsi subito del match. Kotelnik, già campione per la sigla WBA poi arresosi a Khan, ha sorpreso un po' tutti perché si sapeva sì fosse un ottimo pugile ma stanotte ha fornito una prestazione eccellente e non ha permesso mai al rivale di raggiungere il suo scopo. Anzi è stato più spesso Kotelnik, piccoli sapienti passi in una guardia racchiusa, a tenere le fila del match. Spesso il piede avanti dei due pugili si è toccato con quello avversario come spesso avviene in un incontro fra un mancino e un guardia normale, a volte si sono sovrapposti. Kotelnik cercava di porre il suo all'interno di quello del rivale come suggeritogli dall'angolo e vi riusciva. Molto meno appariscente, Kotelnik era però più abile a media e corta distanza e sfoggiava anch'egli un ottimo jab e bisogna sottolineare che spesso quello così fluido dello statunitense veniva bloccato dalle braccia dell'ucraino, o mandato fuori misura e dei giudici esperti non possono farsi fuorviare in questo modo dal clamore della folla di casa che sottolinea ogni movimento del suo beniamino. I colpi di Kotelnik erano meno frequenti forse ma a segno con una maggiore percentuale, e spesso portati in serie, la continuità era invece dalla parte di Alexander. Match correttissimo, in altalena continua, con Alexander ferito al sopracciglio destro dalla parte esterna nelle ultime riprese dopo un fortuito scontro di teste.
Alexander è senza dubbio un pugile di ottimo talento ma l'esperienza di Kotelnik e il suo difficile tipo di pugilato gli hanno consentito di brillare molto meno che contro Urango, la sua difesa è stata troppe volte penetrata, non è riuscito nell'intento di combattere sempre a distanza, si è fatto
imbrigliare sul piano tattico. Ha vinto, almeno secondo i giudici, e crescerà ancora. A nostro parere però Kotelnik, preparato come mai, non ha perduto e meriterebbe una rivincita con altri giudici.  Se proprio dovessimo infatti indicare un vincitore al di là di un possibile pareggio questi sarebbe proprio lui.



 

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