Dawson favorito ma match interessante in Canada.
Il Ferragosto non ferma il grande pugilato internazionale e sabato a Montreal verrà assegnato il vero titolo mondiale dei mediomassimi nel match fra lo statunitense Chad Dawson (29-0, 17 K.O.) e l'haitiano-canadese Jean Pascal (25-1, 16 K.O.). Questo riconoscimento, vacante dal ritiro di Joe Calzaghe, è in realtà quello di The Ring Magazine, ma è il più credibile perché estraneo a maneggi e convienienze di sorta anche se la WBC ci mette il cappello sopra perché Pascal è il loro campione e Dawson il loro campione ad interim, qualcosa che non si può spiegare a persone che abbiano un minimo di senno e moralità.
Il match è comunque uno di quelli molto interessanti perché mette di fronte un pugile come Dowson che è in cerca di una definitiva consacrazione e uno come Pascal che è un degnissimo avversario. Ed è un match che serve anche a capire se Dawson, che parte con i favori del pronostico, sia in grado o meno di puntare a una carriera da star. I dubbi infatti non mancano e si riflettono non nel valore assoluto del pugile ma nella sua vendibilità ad altissimo livello. Il fatto stesso che questo match venga programmato in Canada e non negli Stati Uniti sottolinea questi dubbi. Dowson, ragazzo tranquillo pur se in passato qualche problemino di intemperanze e anche di droga l'ha avuto , è ora sposato e padre e conduce una vita tranquilla. Sul ring ha già dimostrato la propria maestria superando avversari del valore di Antonio Tarver e Glen Johnson, entrambi due volte, ma anche infliggendo la finora unica sua sconfitta a Tomasz Adamek, in seguito campione del mondo dei massimi leggeri e ora peso massimo. Ha una tecnica di primo ordine, è mancino, ha velocità, abilità difensiva, ottimo jab e una mascella un po' sospetta. Un problema è rappresentato anche dal fatto che dia spesso l'impressione di accontentarsi e non ceda mai alla tentazione di dare soddisfazione al pubblico premendo sull'acceleratore.
Pascal, è più basso di lui e ha un allungo decisamente meno imponente, cosa che contro un pugile dalle caratteristiche di Dowson rappresenta un bel problema. Ha 27 anni, uno meno di Dowson, e non combatte dal dicembre scorso quando uscì dal match di rivincita contro il rumeno Diaconu con una spalla lussata e dovette ricorrere a una operazione. Diede in quell'occasione dimostrazione di stoicismo (gli rimisero un paio di volte la spalla in posizione negli intervalli fra un round e l'altro!). Come Dowson proviene dai supermedi, dove fu battuto da Carl Froch per il titolo WBC dopo una epica battaglia in cui calò nel finale, ma sembra aver trovato nei mediomassimi la giusta dimensione con le due vittorie su Diaconu inframmezzate da quella sul nostro Silvio Branco. Buona tecnica, buon ritmo e mobilità, discreto pugno, dovrà tagliare la strada a Dowson e costringerlo a un combattimento intenso senza pause in non è comunque il favorito.
Un match insomma da cui uscirà non solo un campione del mondo (ammesso non finisca in pareggio) ma sperabilmente anche un protagonista importante degli anni a venire.
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