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Caso Davide: Coerenza nei confronti di Romina Marenda

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Francesco Damiani e Cesare Frontaloni spiegano i motivi di una scelta che proietta  la vicentina sulla strada per Londra 2012. Marzia Davide , però, non si arrende.

 

 DI ADRIANO CISTERNINO

Più che motivi tecnici una scelta di pura coerenza e anche un gesto di piena riconoscenza nei confronti del senso di disciplina di Romina Marenda. Ecco il senso della decisione che ha lasciato a casa la campionessa d'Italia dei 60 chili e pluridecorata Marzia Davide nella convocazione in vista dell'imminente torneo di Sofia, in prospettiva dei mondiali di aprile in Cina dove saranno in gioco le qualificazioni olimpiche. Cesare Frontaloni, cittì dei pugni rosa, e Francesco Damiani, dittì delle nazionali azzurre, hanno sostanzialmente sottolineato queste ragioni alla base della loro scelta, nonostante i curriculum sportivi parlino in favore dell'atleta salernitana. Un criterio magari discutibile, ma comunque rispettabile, che abbiamo voluto sentire esplicitamente per capire meglio, e che riportiamo per completezza d'informazione, con le dirette argomentazioni dei responsabili tecnici azzurri.

"L'estate scorsa – ricorda Damiani – abbiamo offerto alla Davide la possibilità di trasferirsi ad Assisi mettendo a sua disposizione una casa per tutta la sua famiglia e garantendole anche un congruo rimborso spese. Lei ha rifiutato, sostenendo che voleva allenarsi a casa sua. E allora abbiamo cominciato a lavorare sulla Marenda. Non potevamo aspettare gli ultimi mesi per preparare un'atleta ai mondiali."

- La vittoria della Davide nel confronto diretto agli "assoluti" non poteva indurre a qualche ripensamento?

"So bene che i campionati italiani li ha vinti la Davide. Ma le scelte vanno fatte in funzione non solo dei risultati, anche in funzione dei comportamenti. Abbiamo scelto la Marenda non perchè è più brava, ma perchè dovevamo fare una scelta e lei ha accettato la soluzione completa della preparazione ".

- Pare che a dicembre ci sia stato un chiarimento con la Davide...

"A dicembre è tutta un'altra storia. A dicembre i tempi sono troppo stretti. Adesso non so chi sia la più forte, ma adesso abbiamo scelto chi merita".

Resta allora apparentemente incomprensibile la convocazione della Davide al collegiale di gennaio. Ma qui è Frontaloni stesso, tecnico del settore, che spiega: "L'ho chiamata a gennaio e le ho proposto di allenarsi per i mondiali nei 57 chili (categoria non prevista per le olimpiadi; ndr), la sua vera categoria, ma lei non ha accettato. Per me la Davide è un peso gallo naturale. Nei 60, a livello mondiale ci sono degli autentici mostri. E lei, negli ultimi anni, in campo internazionale non ha avuto grandi risultati."

- Però in Italia è la campionessa nazionale. E comunque una selezione potrebbe tagliare la testa al toro, come si è sempre fatto in questo sport dai tempi di Steve Klaus....

"A gennaio hanno fatto i guanti fra di loro e la Marenda è andata meglio, anche perchè la Davide mi ha confessato che non si allenava dagli assoluti di settembre. E comunque io non mi sento di rimandare a casa una ragazza che finora si è sacrificata, ha seguito i nostri programmi, lavorando sodo dall'estate scorsa". Questione , insomma, soprattutto di comportamenti prima che tecniche.

La Davide, intanto, ha scritto una lettera personale al presidente Falcinelli esprimendogli tutto il suo sconforto per una decisione che pensa di non meritare – nonostante qualche scelta sbagliata in un recente passato – dopo oltre un decennio dedicato alla boxe ed alla nazionale italiana con risultati più che onorevoli. Toccherà al presidente federale dunque la parola definitiva su questa vicenda in cui è in gioco una presenza azzurra a Londra e che, in ogni caso, provocherà lacrime e tensioni nervose. 




 

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