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Una decisione contrastata al vaglio dopo 2 anni e mezzo.


Sono ormai circa due anni e mezzo che la Federazione Italiana Pugilato (FPI) ha deciso di avvalersi delle classifiche del sito
www.boxrec.com per prendere decisioni riguardanti le sfide ai titoli italiani professionisti e gli incontri fra pugili italiani e stranieri in particolare, e le polemiche su questa decisione riemergono costantemente a intervalli più o meno regolari.
Chi scrive segue abbastanza da vicino la vicenda perché, per conto della FPI ma a titolo totalmente gratuito, comunica a Boxrec i risultati ufficiali dei match che si svolgono in Italia. Per essere più chiari se trovate su Boxrec un risultato con il punto di domanda significa che a chi scrive non è ancora, o mai, arrivato il risultato ufficiale trasmesso dal comitato della Regione dove si è svolto l'incontro. 
Un incarico esclusivamente notarile in pratica, ma che ha una certa importanza se si considera che le informazioni fornite a boxrec da collaboratori italiani, mentre chi scrive non è collaboratore di boxrec, sono sbagliati nella percentuale di un 15/20 per 100.  E per sbagliati non intendiamo riferirci ad errori nell'indicazione del pugile vincitore ma nel risultato esatto, cosa che ad osservatori superficiali potrebbe sembrare poco rilevante ma che invece lo è molto se si è a conoscenza che le classifiche di boxrec sono redatte da un computer in cui sono immessi dati precisi la cui, appunto, precisione, può essere determinante per una posizione in classifica.
Fa differenza se una vittoria è stata ottenuta per K.O o K.O.T, se con verdetto unanime o a maggioranza o diviso, e anche il record dell'avversario battuto o anche dal quale si è stati battuti. Un pugile che ha vinto 20 incontri senza perderne uno, ma tutti contro avversari dai record estremamente negativi può trovarsi perciò alle spalle di un altro che ha alcune sconfitte nel record ma ha incontrato avversari con record positivi.
Lo scopo per cui la FPI ha scelto di seguire le classifiche di questo enorme database sono principalmente due: la scelta degli sfidanti al titolo italiano senza che ciò divenisse ogni volta materia di scontro fra il CEP, a cui prima toccava la scelta,  e i manager e i pugili che si sentivano discriminati dalla scelta stessa, e rendere impossibile, o quantomeno limitare, la possibilità di incontri totalmente squilibrati fra i nostri professionisti e soprattutto i cosiddetti collaudatori dell'Est europeo, pugili senza speranze nè spesso volontà di vittoria.
Questi due obbiettivi sono stati raggiunti?
Nel secondo caso si può dire di no, infatti i Kiss o i Rafael continuano indisturbati a fare la spola fra il loro paese e il nostro perché, si sa, fatta la legge si trova l'inganno.  Se dall' Italia, come abbiamo visto, i risultati sono trasmessi in via ufficiale tramite chi scrive, il Commissario di Riunione e il relativo Comitato Regionale, non si sa come certi risultati da alcuni paesi vengano trasmessi a Boxrec ed è stata notato, dopo la decisione della FPI, un aumento di riunioni semifantasma in cui gli stessi pugili dell'Est abitualmente ingaggiati in Italia risultano vincenti in incontri contro connazionali di cui non si è mai avuta notizia.
Per quanto riguarda i titoli italiani c'è un gruppo di tesserati che manifesta rumorosamente il proprio dissenso mentre chi tace, presumibilmente, acconsente. L'opinione di chi scrive è in questo caso nemmeno di secondaria importanza e, anche se in alcuni forum c'è chi ridicolmente si "allarga" al punto da proporre che siano gli appassionati stessi a formare una commissione di scelta (si sa, l'Italia è il paese dei Commissari Tecnici...), riteniamo che il problema, se esiste, debba essere la FPI con i suoi tesserati a ridiscuterlo.
Si può solo notare che il computer è un ausilio di straordinaria importanza che di per sè non farebbe il tifo per nessuno, così come credo che a boxrec non interessi assolutamente nulla di favorire o meno qualche nostro pugile. 
Ma sono sempre una mente e una mano umana a programmare il calcolo di un computer immettendovi i dati e assegnando maggiore o minore importanza ai medesimi. Il risultato è che a volte avvengono delle cose poco facilmente spiegabili. Poco meno di due anni fa, per esempio, un pugile italiano ottenne un successo all'estero ritrovandosi il giorno successivo retrocesso in classifica di qualche posizione. Il manager dell'interessato se ne accorse subito e, tramite la FPI, chiese spiegazioni. Spiegazioni che parvero un po' confuse soprattutto se giustificate con un verdetto (all'estero) ottenuto "solo" a maggioranza.
Un altro problema è che Boxrec estromette dalle classifiche i pugili dopo un anno di inattività, senza fare distinzioni se un pugile si sia ufficialmente ritirato, sia infortunato o coinvolto in una sfortunata catena di rinvii. Questo è l'unico caso in cui però Boxrec, dopo continue insistenze di chi scrive, consente una reimmissione temporanea del pugile in questione (per l'esattezza della duratadi 23 ore e 59 minuti) onde consentire alla FPI di prendere visione della posizione in classifica o del punteggio del pugile stesso. 
Naturalmente poi un computer non può dare una valutazione su un pugile che prescinda dalla fredda razionalità dei numeri ma comprenda altri parametri che magari si vedono seguendo un match (magari l'ultimo disputato) o in palestra.
E' compito della FPI decidere se seguire alla lettera ciò che il computer di Boxrec sforna, solo tenerlo in considerazione come base di una discussione o gettare il tutto alle ortiche come un esperimento fallito.
Sommessamente facciamo solo notare che difficilmente, in qualsiasi caso, saranno tutti felici e soddisfatti e varrebbe forse la pena, non esistendo il bene assoluto, decidere quale possa essere il male minore.

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