Bordo Ring

Indongo Blast Burns aprl 17

Ottima prestazione del pugile namibiano

 

Avevamo visto giusto indicando Julius Indongo favorito nei confronti dello scozzese Ricky Burns in quel di Glasgow nonostante il parere contrario di molti ma, detto questo, nemmeno noi avremmo immaginato un dominio quasi totale con lo scozzese mai realmente nel match. Sulle prime sembrava che Burns volesse far sfogare l'avversario come aveva fatto con Relikh nell'ultimo incontro per poi prenderne le misure, ma Indongo è pugilisticamente migliore di Relikh, picchia duro ed è molto più imprevedibile e Burns si è ritrovato nell'incapacità di metterlo mai in difficoltà. Il namibiano ha la stessa età di Burns ma è più fresco e lo sovrasta fisicamente molto oltre i dati ufficiali. in particolare l'allungo dell'africano è risultato per Burns un ostacolo insormontabile anche nel caso, non così sporadico, in cui Indongo è andato a vuoto sia col suo jab destro da mancino che col diretto sinistro a seguire. Il jab di Burns, al contrario non è mai esistito e il destro d'incontro è quasi sempre rimasto in garage. C'è anche da dire che lo scozzese è sembrato accusare vistosamente ogni volta che Indongo andava a segno con precisione, Burns è andato in grossa difficoltà al 5° round quando ha incassato un gancio sinistro di Indongo che sembrava la fotocopia di quello che aveva subito steso per il conto totale Troyanowsky a Mosca.

Lo scozzese è stato in difficoltà anche in altri round ma soprattutto ha dato una sensazione di grande impotenza. Burns ha provato a darsi una scossa nel 6° e 7° round ma Indongo non ha sofferto per nulla l'aumento del ritmo. A Burns sarebbe molto servita un'arma che non ha mai avuto, la potenza, l'unica arma che avrebbe indotto a più miti consigli un Indongo difficile da inquadrare, spesso fuori dai canoni di più stretta osservanza pugilistica e sempre molto mobile e combattivo. Il pubblico ha provato a scuotere il suo uomo ma si è ritrovato spesso ammutolito di fronte a quanto vedeva sul ring e di fronte a un Burns che neppure nell'ultimo round ha saputo produrre quel forcing che ci si sarebbe potuti aspettare. Punteggi di 120-108, 118-110 (come il nostro cartellino) e 116-112 e corona WBA che lascia la Scozia per la Namibia aggiungendosi a quella IBF e a quella IBO.

Però lasciateci dire due cose. La prima è che in tempi diversi, con meno sigle a disposizione, un Burns anche al meglio non sarebbe mai stato campione del mondo, come non lo è ora Indongo che di fronte al vero campione dei superleggeri, Terence Crawford, avrebbe ben poche possibilità.